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La mia Africa, volontariato in Uganda

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La mia Africa, volontariato in Uganda.

Una nuova storia di volontariato, oggi voliamo in Uganda. L’ospite per la rubrica #iovolontarionelmondo di questo mese si chiama Maria.
Adoro quando sono le persone a trovarmi e a chiedermi di poter raccontare la loro esperienza di volontariato e con Maria è andata proprio così!

Conosciamo insieme questa ragazza di Belluno che ha fatto una meravigliosa esperienza di volontariato in Uganda.

Mi chiamo Maria, ho 34 anni e vivo a Belluno, una bellissima cittadina nel cuore delle Dolomiti.
Coinquilini? La mia gattina Luna!
Nata il 28 Novembre, il mio segno zodiacale dice tutto di me…sognatrice, un po’ romantica, viaggiatrice e iperattiva!
Quando il sole splende sulle montagne mi dedico al trekking e alla natura, mentre quando piove…bè non riesco a stare comunque ferma!
E allora…. leggo e guardo film in lingua inglese originale e mi dedico a promuovere la Ong di cui faccio parte come volontaria.
Il lavoro? Mi occupo di Pr, Web Marketing & multimedia in una azienda che produce cucine per hotels e ristoranti…il lavoro giusto per una golosa come me!

Oltre a rispondere alle domande dell’intervista per la rubrica #iovolontarionelmondo, Maria mi ha mandato anche un racconto della sua esperienza.
Eccolo!

La mia Africa: esperienza di volontariato in Uganda

Ho visto occhi profondi, ampi sorrisi velati da una sorta di tristezza e speranza. Occhi grandi e occhi piccoli che mi hanno portato gioia e mi hanno fatto riflettere. Pensavo di andare per donare e invece ho ricevuto un sacco di amore e di ospitalità.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Questo è quello che ho provato non appena arrivata e per tutto il tempo passato all’orfanotrofio St. Jude che accoglie circa 110 bambini e ragazzi alle porte di Gulu, nel Nord dell’Uganda. Gestito da Brother Elio, un frate missionario di origini trentine che vive in Uganda da 50 anni, è sostenuto dalla missione dei Comboni Samaritans e da varie associazioni e ONG come “Insieme si Può…” e VolontariAmo.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Tre settimane fatte di scoperta di un popolo, l’Acholi, e di pezzo di mondo diverso, l’Africa orientale. Insieme ad Eleonora e Cristina, che devo nominare, anche se non vogliono, (!) dato che sono state le mie compagne di viaggio, ho vissuto un’esperienza meravigliosa.

Se al St. Jude abbiamo capito cosa vuol dire vivere in una piccola comunità con l’asilo e la scuola, le case delle “mammies”, le balie che si occupano con amore di questi bambini, la Consolation Home dove vengono seguiti i bambini disabili, la piccola cappella, il centro di fisioterapia e l’infermeria, gli uffici e il magazzino per lo stoccaggio del cibo, fuori abbiamo potuto esplorare anche l’ospedale missionario Lachor Hospital che cura circa 250.000 pazienti, vedere come vivono nei villaggi e anche nella città di Gulu.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Dentro il viaggio…altri viaggi. Qui le strade hanno le buche, come in tutta l’Uganda, l’aria è calda e un po’ umida per via della stagione delle piogge e la pelle si tinge di rosso dalla terra che si alza ad ogni passaggio. Fa fatica ad andare via, come quello che si prova e ti entra nel cuore quando si arriva qui. Nuove usanze, nuovi volti e… una nuova lingua!

La mia Africa, volontariato in Uganda

Siamo in Karamoja, una subregione dell’Uganda Nord orientale. I karimojong sono gli abitanti di questa zona emozionante alla vista, ma dal clima estremo. Qui, ospiti nel centro “Insieme si può…” di Moroto, abbiamo visitato varie scuole, il Matany Hospital che ISP (sigla per Insieme Si Può!) sostiene con generi alimentari, latte in polvere, materiale scolastico e avviamento all’agroforesty e all’agricoltura.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Arriviamo al villaggio Watako-Nacapemidoro. Il capo villaggio ci mostra la sua “famiglia”: i bambini si arrampicano a piedi nudi sulle rocce, in capanne di legno semplici, ma ordinate e organizzate. La vita qui è sopravvivenza, l’acqua può non arrivare per mesi o per un anno intero.
Ci spostiamo in un’ampia zona deserta dove assistiamo alle loro danze della Domenica, avvolte da stoffe dai colori meravigliosi…arriva anche la pioggia e ci benedicono per questo!

La mia Africa, volontariato in Uganda

Ogni ritorno al St.Jude dalle nostre escursioni è una festa, accolti dal calore di questi bambini. Candida, Moses, Myron, Clara, Denis, Monica, Gifty, Ronald, la piccola Angel di 15 giorni… sono solo alcuni volti che ci portiamo con noi. Tutti orfani di madre, ma con ancora dei parenti che li attendono nei loro villaggi. Il St. Jude si propone di accudirli finché ne hanno bisogno, con l’intento e la speranza di poterli reinserire nel loro ambiente famigliare.
I nostri 21 giorni volano via, scanditi anche dai viaggi in boda boda (motociclette taxi!) nel centro i Gulu al mercato centrale per comprare il cibo e incontrare anche la popolazione locale e non solo volontari e i “Musungu”, i bianchi esploratori, come vengono chiamati dagli Ugandesi.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Terminiamo il nostro viaggio a Kampala, la capitale dell’Uganda, nel Sud del paese, sulle sponde del lago Victoria, dove arriviamo con un caratteristico autobus rosso che attraversa il paese al ritmo di musica, salti sul sedile a causa delle buche e tappe per mangiare qualcosa, come il tipo chapati (un pane tondo originario dell’India e molto diffuso in Africa orientale) banane, ananas, ecc. Qui visitiamo un bellissimo centro di formazione professionale per giovani, gestito da Nicholas e supportato da ISP for Africa, la sede di collegamento in Africa di “Insieme Si Può…”. Qui si impara a diventare parrucchiere, carpentieri e agricoltori.

A Kampala vediamo la modernità che si è fatta strada, affiancata sempre e comunque dalla povertà delle periferie e delle slums (baraccopoli).
Dopo aver attraversato le caotiche strade piene di traffico di Kampala con il nostro driver, il 28 Agosto saliamo sull’aereo che ci riporta a casa e dal finestrino vediamo la nostra ultima alba africana di questo viaggio.
Siamo sicure che però la rivedremo ancora.
Apwoyo Matek 
(Grazie in lingua Acholi)

Intervista

Destinazione?
Uganda

Obiettivo del campo lavoro?
Conoscenza e documentazione dei progetti della ONG di cui faccio parte come volontaria.
Volontariato con i bambini in un orfanotrofio, doposcuola e aiuto con disabili.

Con che associazione sei partita?
ONG-ONLUS “Insieme Si Può…” di Belluno (ISP for Africa è la sede a Kampala in Uganda).

Quanto costa questo viaggio?
Il volo aereo ad Agosto mi è costato circa €720 con la compagnia aerea Turkish Airlines, da aggiungere il vitto e alloggio (in 21 gg ho speso circa €200 comprensivi di cibo, spostamenti, 2 escursioni, acquisti vari al mercato).
Totale circa €1000.
Partendo in bassa stagione (Aprile o Ottobre il volo si riduce: circa €400).

Quali erano le attività del campo lavoro?
Aiuto nelle varie attività giornaliere al St.Jude, una comunità e orfanotrofio che ospita circa 110 bambini alle porte di Gulu, nel Nord Uganda.

La mia Africa, volontariato in Uganda

All’interno ci sono: l’asilo, la scuola, le case famiglia dove sono accuditi dalle balie, una piccola infermeria, il centro di fisioterapia e gli alloggi per i disabili, infine il magazzino per la raccolta del cibo che viene prodotto in una fattoria vicino.

Vengono raccolti in silos: mais, avena, riso, sesamo, fagioli, farina e altri generi alimentari che vengono distribuiti alle balie a seconda del fabbisogno famigliare e vengono poi venduti esternamente creando una specie di micro-economia locale.

Abbiamo aiutato i disabili, i bambini nel dopo scuola con classi di studio-gioco, distribuito il cibo nel magazzino e documentato le attività del centro con storie e fotografie, specialmente riguardo ai disabili e al servizio di fisioterapia di una fisioterapista italiana e un ugandese che lavorano lì e al vicino ospedale.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Abbiamo poi visitato altri posti dell’Uganda come la Karamoja dove la ONG “Insieme Si Può…” ha altri progetti in piedi a sostegno delle povertà locali, Kampala nel Sud del paese e infine il Nilo Bianco con le sue meravigliose cascate Murchison e il National Park.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
A livello burocratico servono:
passaporto valido (in circa 10 giorni dalla domanda viene rilasciato- costo circa €100 comprensivo di bollo, richiesta e foto),
visto online per l’ingresso in Uganda (viene rilasciato in 2-3 giorni compilando un modulo online nel sito).

A livello sanitario è necessario svolgere un colloquio con la propria Asl di competenza, dove compilerai un modulo sul tuo stato di salute e la tua destinazione.
Seguono i vaccini. L’unico vaccino obbligatorio è quello della febbre gialla (all’ingresso in Uganda ti viene richiesto il certificato non appena atterrerai!).
Per il resto è consigliato il vaccino per l’anti-epatite A-B e un controllo del richiamo dell’anti-tetanica (consiglio di fare solo i vaccini strettamente necessari).
Consigliato inoltre svolgere la profilassi anti-malarica scegliendo tra due farmaci (il Malarone o il Lariam) da prendere ad inizio viaggio e per tutta la durata. Non è un vaccino per la malaria e una profilassi, per contenerne gli effetti in caso di contrazione della malattia.
Una volta sul posto basta seguire alcune semplici accortezze come: usare repellenti anti-zanzara, coprirsi nelle ore più a rischio (alba e tramonto) e usare la zanzariera per dormire.

La mia Africa, volontariato in Uganda

C’è poi una preparazione “non materiale”.
E’ consigliato (ma non obbligatorio) svolgere un paio di incontri con l’associazione che organizza il viaggio o altri enti che preparano a viaggi come questi, durante i quali ti daranno dei consigli su come comportarsi sia a livello pratico che per quanto riguarda il lato “emotivo” e di rispetto di una cultura differente e particolare. Partendo appoggiandosi ad un’associazione, ti sapranno sicuramente guidare e indirizzare nel modo giusto in questo senso.

Come ti sei sentita al rientro? Sei più ripartita per altre esperienze simili?
Al rientro mi sono sentita profondamente felice ma anche “diversa”. Ho cominciato a vedere le cose in un’altra prospettiva, dando più importanza alle priorità. Mi ha aiutato a “mettermi dall’altra parte”. Ti fa capire cosa vuol dire essere uno straniero in una terra non tua.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Pensavo di non gestire le emozioni e di essere triste, ma in realtà in Africa, in quell’orfanotrofio ho trovato (nonostante la povertà e le difficoltà) tanta gioia, rispetto e accoglienza.

Non sono ancora ripartita per altre esperienze simili dato che questa è molto recente. Sicuramente la ripeterò il prossimo anno, credo in Sud-America.

La mia Africa, volontariato in Uganda

Ti è piaciuto il racconto di Maria? Lei ha scritto di cuore quello che ha sentito e tutte le informazioni che le sono sembrate più utili per chiunque abbia voglia di intraprendere un viaggio simile.
Vorresti farle altre domande? Lascia un commento!

Hai fatto un’esperienza di volontariato anche tu?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Maria]