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Soultravelling, turismo responsabile in Africa

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Soultravelling, turismo responsabile in Africa.

Grazie al web e al mio amato blog conosco ogni giorno persone belle e interessanti. Sembrerà una frase fatta ma è davvero così.
Alcuni giorni fa sono stata contattata da Chiara, un’appassionata di Africa, che ha fatto della sua passione un lavoro. E così è nato Soultravelling.
Scopriamo insieme di che si tratta!

Soultravelling

Soultravelling nasce da un progetto della sua fondatrice, Chiara Spitaleri. Viaggiatrice, amante della natura e degli animali, appassionata d’Africa, quella meridionale in particolare – Sudafrica, Botswana, Namibia, Madagascar, Tanzania.

Proprio in Sudafrica nel 2013 il corso da guida da safari con una permanenza di tre mesi. Nel 2015 nasce il blog di viaggi, poi la qualifica da direttrice tecnica e a maggio 2016 l’avvio di Soultravelling, tour operator specializzato in Africa meridionale.

Non solo un business ma viaggi con la visita a progetti cooperazione, per favorire l’incontro con le popolazioni locali, attuare uno scambio culturale, stimolare la conoscenza degli animali selvatici nel loro ambiente, rispettando i loro spazi, stabilendo nella quota di partecipazione una quota a favore dei progetti.

Soultravelling, turismo responsabile in Africa

Se si parla di turismo responsabile, Viaggio AnimaMente accoglie ad occhi chiusi ogni tipo di proposta 😉

Soultravelling, nel dettaglio

Da quanto tempo siete attivi Chiara? Dove si trova la vostra sede?
Soultravelling è appunto una realtà neonata (l’anno scorso), una ditta individuale che ha sede a Torino, ma svolge la sua attività online sul suo sito. Al momento sono io stessa che accompagno i gruppi: questo sicuramente mi dà possibilità di trasferire ai viaggiatori quanto conosco e sento per questo mondo splendido e controverso.

Progetti di cooperazione

Quali progetti di volontariato o cooperazione Soultravelling supporta? Dove esattamente?
Attualmente propongo due viaggi: Sudafrica e Botswana.

In Sudafrica, primo viaggio in assoluto e primo gruppo di agosto 2016, si va a Bulungula sulla Wild Coast. Arrivare lì è già un viaggio nel viaggio: da Mthata passando per tanti villaggi xhosa, una delle tribù sudafricane più numerose, quella di Mandela tra l’altro. Gente generosa ed orgogliosa, gli xhosa.
Lungo la strada sterrata, i rondavel, le loro capanne blu e rosa e poi Bulungula, paesaggio drammatico, scenario magnifico sull’Oceano Indiano.
Nasce da un progetto inglese agli inizi anni 2000: ospita i viaggiatori. Oggi la comunità si autogestisce ed è proprietaria al 100% della struttura ricettiva. Il progetto inglese continua a supportare il villaggio direttamente per quanto riguarda la scuola – coinvolgendo anche i genitori nell’educazione, nello sviluppo e crescita dei bambini, anche della scuola materna- nutrizione e salute – la percentuale di HIV in queste aree è purtroppo altissima, è necessaria una campagna continua di prevenzione e aiuto.
Andare a Bulungula vuol dire assaporare uno spaccato di Africa vera, partecipando alle loro feste –gli xhosa party– magari preparando i pancake all’alba sulla spiaggia con le donne della comunità, camminando nella foresta con l’erborista, girando il villaggio con una guida che spiegherà un po’ il loro mondo e abitudini, semplicemente sedendosi sui divani a mangiare nell’area comune chiacchierando con le donne del villaggio.

Soultravelling, turismo responsabile in Africa

Il percorso in Botswana prevede a menù, come primo piatto, il Khama Rhino Sanctuary. E’ un progetto comunitario a protezione della fauna selvatica, per salvaguardare il rinoceronte bianco, che stava scomparendo, ed in generale per riportare allo stato originario un’area prima pullulante di animali. Per dare fondamentalmente un beneficio economico alla comunità locale di Motswana con il turismo e l’uso sostenibile delle risorse.
Come si può capire la proposta di viaggio e di esperienza è molto diversa.
In Sudafrica un progetto a sfondo sociale, qui a sfondo a tutela delle specie animali in via d’estinzione.

Ma non solo, il punto è un altro.
Quanto desidero fare è creare consapevolezza in chi viaggerà con me. Che contribuire ad un progetto e toccarlo con mano, mette in atto un circuito virtuoso tra i viaggiatori e i beneficiari: sia i rinoceronti che le popolazioni che vivono su quel territorio. Che aiutare i rinoceronti con una donazione non sarebbe sufficiente se il progetto complessivo di conservazione della fauna selvatica non prevedesse un lavoro su quelle popolazioni per stimolare una cultura ed una consapevolezza per cui:
-il rinoceronte è una ricchezza, che appartiene a loro e alla loro terra;
-la loro tutela ha un ritorno in termini economici,
-è più profit un animale vivo che un animale morto.

Questo è un progetto ha un valore, che va anche a minimizzare il conflitto animali/uomo.

Soultravelling, turismo responsabile in Africa

E poi c’è il Progetto Sousage Trees – Alberi Salsiccia.
Tradizionalmente le popolazioni locali dell’Okavango Delta in Botswana usano il legno dell’albero salsiccia – la Kigelia Africana, nota per il frutto a forma di salsiccia – per costruire il loro mokoro. Il tronco viene quindi scavato per costruire questa canoa.
Con l’aumento dei visitatori, la domanda di mekoro in legno è divenuta insostenibile e tristemente l’albero salsiccia sta scomparendo dalla regione. Per questo problema è nato il progetto Sousage Trees che incoraggia e assiste la popolazione locale dei polers all’acquisto di mekoro in resina: durano circa 10 anni, sono più stabili e sono prodotti senza effetti collaterali per l’ambiente.

Soultravelling, turismo responsabile in Africa

Turismo Responsabile, come e perché

Quali sono gli ambiti e gli obiettivi di questi viaggi/progetti?
Far conoscere e creare consapevolezza dell’Africa e dei sui problemi. Far sì che ogni viaggiatore torni a casa con una sua esperienza e che questo piccolo grande patrimonio modifichi l’approccio alla vita di tutti i giorni.

Noi, che a quanto pare siamo tra i paesi occidentali più industrializzati al mondo, abbiamo un debito grosso rispetto a questi mondi e con la Terra.

Dice Jane Goodall, celebre antropologa che si batte per le biodiversità e a protezione dei gorilla: Ciò che facciamo fa la differenza, ma dobbiamo decidere che tipo di differenza vogliamo fare.
Questo è il cuore di tutto. O l’anima, direi!

Costi, iscrizione e gruppo

Qual è la spesa media per partire? Come funziona l’iscrizione?
Mediamente un viaggio costa sui €2400, da aggiungere solo il volo aereo.
Per iscriversi potete compilare il form sul sito oppure contattarmi via e-mail a soultravelling15@gmail.com.

I gruppi sono piccoli, 10-12 persone, per non invadere i territori, per lasciare a ciascuno il proprio tempo di vivere il viaggio e l’esperienza. Io accompagno e traduco quanto le guide locali ci raccontano; un autista guida il minibus.

Attualmente Soultravelling si muove sul mercato italiano, molto diverso da quello inglese o nord europeo. Ma per il futuro chissà, sarebbe bello estendere il progetto e creare gruppi internazionali, ma questo va fatto nel tempo e ragionato.

Prima di partire, si fanno riunioni pre-viaggio per dare ai viaggiatori tutte le informazioni pratiche ed integrative sul viaggio/safari, rispondere a domande, chiarire eventuali dubbi. Verranno date inoltre informazioni socio-culturali sul Paese, chiarito il contratto, le norme comportamentali da seguire nella savana, consigliato l’abbigliamento più idoneo. Sarà anche un momento per cominciare a vivere insieme l’esperienza del viaggio prima ancora di partire.

Consigli e prossimi viaggi

Cosa consiglieresti a chi ha voglia di fare un’esperienza simile per la prima volta?
Di prepararsi per capire e godersi l’esperienza e di leggere bene i miei cataloghi. Cerco sempre di essere completa e dettagliata sia sugli aspetti pratici del viaggio che sul Paese dove si andrà. In generale di informarsi, di leggere.
Il viaggio comincia sempre prima di partire.

Quali sono i viaggi per la prossima stagione che vorresti suggerire? Perché?
Soultravelling parte il 20 maggio 2017 per il Botswana. Safari fotografico incredibile che da Johannesburg arriva alle Victoria Falls passando per Okavango, un delta interno che forma un’area piena di canali, isole, ricca di animali selvatici e con il Chobe National Park, la casa degli elefanti, come la chiamo io.
Ciò che lo rende speciale è che si viaggia in tenda in armonia con la terra, gli animali, le stelle dell’emisfero sud del mondo.
Un’avventura ed una scoperta da ricordarsi per sempre, per la vita, parlo per esperienza personale ovviamente.
Io, affiancata da due guide africane qualificate, accompagnerò personalmente il viaggio.

Soultravelling, turismo responsabile in Africa

Poi c’è il Sudafrica per il quale a breve usciranno le date estive.
E’ un viaggio molto diverso dal primo, vario e con un mix di elementi senza pari:
-culturale in un paese che ha visto nel 1992 la fine dell’apartheid;
-natura, safari, balene, ippopotami;
-l’Oceano indiano e le montagne del Drakensberg;
-naturalmente: Bulungula.
Il viaggio è rivolto a tutti i palati e curiosi di tutte le età.

Soultravelling, turismo responsabile in Africa

Chi lo desidera può seguirmi sulla pagina Facebook per capire meglio la mia formula e sul sito dove parlo di cosa è per me il turismo responsabile.

Ringrazio Chiara e le faccio un grandissimo in bocca al lupo!

Vuoi provare un’esperienza di Turismo Responsabile?
Parti per il Botswana con Chiara e Soultravelling!

[Photo credits: Chiara]