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Viaggio nelle Filippine

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Viaggio nelle Filippine.

Ci sono momenti nella vita in cui fare una valigia e scappare verso mete lontane è quello di cui
abbiamo più bisogno. A me capita davvero spesso quindi appena posso non me lo faccio chiedere due volte: prendo, saluto tutti e parto.
L’anima del viaggiatore sempre alla ricerca del nuovo, del diverso, di qualcosa da scoprire e esplorare. La mente di una ragazza che si annoia al solo pensare di avere una vita maledettamente legata alle abitudini e alla quotidianità. Questi due fattori convivono in me e a volte mi fanno sentire irrequieta in un mondo troppo fermo.

E poi arriva un viaggio nelle Filippine. L’ente del turismo organizza un tour di 10 giorni per dare la possibilità a 5 travel blogger di esplorare un mondo così lontano, di vivere l’Asia e di divertirsi. Dopo la mia premessa, non potevo dire no.

Come sempre prima di partire per un viaggio sono scarica, non parto mai a mille per riuscire poi a prendere tutto il bello e a gustarmi tutto quello che non mi sarei mai aspettata da me, dalla destinazione e dai compagni di viaggio. Partire senza troppe aspettative è la mia tattica per tornare più saggia [come dice la mia amica Roberta] ed emozionata, con una valigia carica di nuovi sogni e di fantastici incontri.

Sei a bordo! Venerdì 12 giugno si parte per le Filippine!

Cosa è stato per me il viaggio nelle Filippine?
-Caricarmi di brutto con un mio ipotetico compagno di viaggio e poi, a 24 ore dalla partenza, scoprire che per problemi personali non sarebbe stato con me [Ale ti ho pensato sempre!],
-cercare la guida delle Filippine in tutta Prato senza trovarla,
-fare la [solita] valigia [mini] e riuscire anche a questo giro a metterci tutto senza farla esplodere [ma io non viaggio con ciprie opacizzanti ma viaggio leggera. Citando i miei compagni di viaggio Nunzia e Paolo],
-partire in un venerdì mattina all’alba dalla stazione di Montale per raggiungere Milano in tempo per il check-in,
-conoscere il mio primo compagno di viaggio, Paolo, in treno da Milano Centrale a Milano Malpensa [il caso lo aveva portato a sedersi proprio davanti a me e, dopo aver ascoltato una mia telefonata, ha esclamato: Allora andiamo insieme nelle Filippine! Panico nei miei occhi: e lui chi è!?],
-l’incontro all’aeroporto di Milano con il resto dei compagni di viaggio e la prima foto di gruppo quando ancora dai visi emergeva quella perplessità classica di chi pensa: chissà come sarà questo gruppo…],
-un viaggio con la compagnia aerea Cathay Pacific in Premium Class: sedile largo, pochette con tanto di spazzolino, dentifricio, cremina viso, calze e tappi per le orecchie, drink di benvenuto e accoglienza al top,
-mangiare tre porzioni di pasta veg in 15 ore e condividere questi attimi con Corinna, veg anche lei,
-essere accolti all’aeroporto di Cebu da Neri: un fantastico, dolce, mitico filippino dal cuore grande e dal sorriso amorevole,
-credere di morire di caldo non appena scesa dall’aereo,
-innamorarsi ciecamente dell’Asia visitando il Philippine Taoist Temple di Cebu dove i colori e la spiritualità mi hanno rubato il cuore,

Viaggio nelle Filippine

Photo credits: Paolo Mastrocola

-cenare alle 18 e fare colazione alle 6,
-dedicarmi del tempo per me facendo yoga in camera guardando il mare di prima mattina,
-godere dei temporali, dei loro suoni e dei lampi all’orizzonte in una magica notte filippina,
-mangiare divini risottini con verdure di ogni tipo e ogni tanto alternarli con tofu e seitan,
Viaggio nelle Filippine
-scoprire che ube è una patata viola disidratata con la quale ci si fanno divini dolci e gelati [che ovviamente ho mangiato],
-godere del mango in tutte le sue forme,
-saltellare tra CebuBohol e PanglaoSiquijorNegros [Visayas Islands] – Manila e scoprire spiagge, natura, cibo, tradizioni e entroterra di queste isole,
-nuotare con la mie amiche tartarughe a Apo Island, vederle scivolare nell’acqua delicatamente e sorridere emozionata al loro passaggio,
-fare mille volte snorkeling e continuare a non provare ad usare le pinne. Ormai sono una campionessa nell’uso del boccaglio e della maschera ma con le pinne affogo,
-provare finalmente il SUP [stand-up paddle] a Bohol e capire che controcorrente si fa una fatica assurda ma al tempo stesso è uno sport che ti permette di essere zen,
-fare un viaggio di sport e divertimento provando anche il kayak [ovviamente azzurro] a Panglao Island,
-vedere le stelle marine blu e i delfini,
-meravigliarmi di me quando mi sono buttata con la liana, mi sono tuffata dalle cascate di Cambugahay e, soprattutto ho fatto la zipline [sempre a Bohol] risultando quella con la faccia più rilassata e sorridente nelle foto in volo. [Si ovviamente prima della partenza avevo una paura da non sottovalutare ma appena partita mi sono goduta il momento e ho preso solo il bello di stare appesi a un cavo di acciaio a 100 metri di altezza sospesa nel vuoto],
Viaggio nelle Filippine
-vedere i mercati locali e sorridere ai bambini che giocavano lungo la strada,
-fare il massaggio più bello della mia vita [di un’ora] a circa €7,
-provare la foot spa e capire che i pesci che mi mangiano la pelle morta mi fanno senso,
-entrare in sintonia con i miei compagni di viaggio dopo appena due giorni.
Viaggio nelle Filippine
Diversi ma, per la teoria gli opposti si attraggono, indispensabili per vivere al meglio l’esperienza,
-conoscere il tarsio delle Filippine con gli occhi grandi e la coda lunga a Bohol,
-alla mia domanda: nelle Filippine si fa yoga?
Viaggio nelle Filippine

Photo credits: Nunzia Cillo

sentirsi rispondere: no, ci sono i raduni di zumba,
-vivere 6 ore avanti rispetto all’Italia,
-conoscere delle persone splendide dalle quali non mi aspettavo nulla e mi hanno dato tutto,
-condividere con loro attimi di straordinaria bellezza e follia, birre, vento, discorsi sulla vita, voglia di scappare, di cambiare e di rimanere maledettamente sempre noi stessi,
-fare il primo viaggio con una lifestyle blogger e capire che in comune abbiamo solo l’amore per l’azzurro [e un’altra cosa che non ricordo],
-constatare che farsi fare le foto da una lifestyle blogger [fotografa] ha una marcia in più [tu sembri una modella da paura anche se sei alta 1.60m]. E io ora guardo le foto con solo paesaggi in modo diverso. Nunu mi manchi,
Viaggio nelle Filippine

Photo credits: Nunzia Cillo

-girare con un fiore tra i capelli e perderlo dopo 10 minuti [chissà come faceva la Cillo a farselo rimanere in testa anche dopo un tuffo nel fiume!?],
-godere di momenti senza collegamento wi-fi per guardare il mondo,
-apprendere che nella vita i numeri non sono tutto e le date non hanno importanza. Agostoni docet,
-ricordarmi che quando suonavo il pianoforte ero proprio avanti e devo ringraziare Paolo che per l’ultima serata ci ha deliziato con le note di Per Elisa di Beethoven,
-odiare con tutto il cuore l’aria condizionata,
-avere la conferma che i centri commerciali sono un non-luogo dove la mia testa parte per emisferi paralleli e io posso anche venire rapita senza accorgermene,
-finire in appartamenti e stanze di meravigliosi e superlativi resort dove, ovviamente, non ho sofferto la solitudine ma ho immaginato di organizzare pigiama party,
battere la testa contro il finestrino e far scoppiare a ridere l’intero pulmino. Scusate mi era calata la palpebra,
-capire che non tutti cerchiamo in un viaggio lo stesso grande brivido, la solita enorme scossa di vita,
Viaggio nelle Filippine

Photo credits: Nunzia Cillo

-affermare che andare in giro per Manila con un mezzo è impossibile. Il traffico e lo smog ti travolgeranno,
-fare il volo Manila-Hong Kong in Business Class grazie a un upgrade di Cathay Pafic e per due e poco più volare come una diva [con un letto comodissimo!],
-fare colazione con un piatto di pasta con i piselli alle 6 di mattina,
pranzare con un gelato alle 5 di pomeriggio,
-constatare che il fuso orario dall’Asia si affronta con più serenità rispetto a quello dall’America Latina,
-conoscere tanti cuori azzurri,
-divertirmi, divertirmi, divertirmi
amare le Filippine e i miei compagni di viaggio.

Thank you, thank you … Filippine!

[prossimamente i post seri del mio viaggio nelle Filippine]

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