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Cosa non perdere a Lanzarote

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Cosa non perdere a Lanzarote.

Mi sembra di vedermi ancora. Sorridente e con una voglia sfrenata di scoprire una nuova isola delle Canarie. Un traghetto mi stava portando a Lanzarote, dopo cinque magnifici giorni passati a Fuerteventura.
Il mio amore esagerato per le isole, il mare, quella sensazione di libertà tipica che si prova quando si fa un viaggio on the road scoprendo la costa dell’Oceano Atlantico.
Cosa non perdere a Lanzarote
E così stavo per arrivare a Playa Blanca per vivermi l’isola con assoluta lentezza. I capelli ancora bagnati per l’ultimo tuffo, la sabbia addosso, uno zaino come migliore amico, una macchina e il mio compagno di viaggi preferito al mio fianco.

Lanzarote, l’isola dove natura e arte si abbracciano formando un vortice sinuoso di meraviglia.
César Manrique, il personaggio che mi ha stregato con le sue sculture e opere.
Un connubio perfetto. Una coppia da fuochi d’artificio. Il fascino che, delicatamente, suscita questo amore tra l’isola e l’artista. Quell’attenzione, quasi esagerata, per il bello.
Cosa non perdere a Lanzarote
Lanzarote, dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1993, ti condurrà per mano lungo un itinerario che profuma di arte e si colora di natura.
Al Castillo de San José, ad Arrecife, il Museo de Arte Contemporáneo ospita la più importante collezione d’arte contemporanea delle Canarie. Anche Miró regna al suo interno. Un luogo che si è ricoperto di importanza e vestito di rispetto grazie a La Fundación César Manrique.

Quando sono entrata al suo interno ho iniziato a sognare ad occhi aperti. Ero nella casa che l’artista si era costruito a Tahiche nelle distese di lava poco lontano da Arrecife. Galleria d’arte e centro culturale, culla di opere contemporanee e dimora di ricordi legati alla vita di Manrique.

A pochi passi da lì, lungo il cammino per Tinajo, ti imbatterai nel Monumento al Campesino, una delle opere più belle dell’artista. Piccola e silenziosa di fronte a cotanta straordinarietà. Onore al duro lavoro svolto dalla maggior parte delle persone dell’isola per generazioni.

L’itinerario artistico, che ti consiglio di intraprendere, continua poi così.
Questa volta è il turno del Jardin de Cactus, vicino a Guatiza. Un immenso cactus di metallo alto 8 metri è pronto ad accoglierti. Ti avvicini pensando: sarà vero? Tante piante di cactus tutte insieme. Perderti tra le 1500 etichette per poi ritrovarti davanti a un mulino a vento. Salire le scale per avere una visione dall’alto del giardino e sentirti, in pochi minuti, la regina della natura sottostante.
Cosa non perdere a Lanzarote
L’elemento che identifica l’isola di Lanzarote è la lava ed è proprio questa la protagonista delle altre due opere naturali modificate con una vena di fantasia da Manrique: la Cueva de los Verdes e Jameos del Agua.
Cosa non perdere a Lanzarote
La prima è una caverna che potrai visitare con una guida. Vorrei tanto vedere la tua faccia quando arriverai in fondo. Ti attende uno spettacolo, qualcosa di incredibilmente surreale che però non voglio svelarti per farti proseguire con l’emozione che ha accompagnato anche me.
Jameos del Agua è sempre una caverna ma in questo caso ti ritroverai davanti un lago e una grande sala dove, grazie allo zampino di Manrique, ora potrai sederti e rilassarti al suono della natura sorseggiando un caffè o degustando un pranzo a base di papas arrugadas con mojo picón!
Ma le opere di Manrique non finiscono qui. L’artista ha pensato bene di rendere maledettamente unico anche il Mirador del Río, vicino a . Una vecchia postazione strategica trasformata in un luogo unico. Una vista su Lanzarote, uno sguardo verso la Isla Graciosa, una foto alla cascata di lava che si tuffa nell’Oceano.

Ma un viaggio a Lanzarote non è completo se non ti rechi al Parque Nacional de Timanfaya.
Cosa non perdere a Lanzarote
Qui dove lo spettacolo della natura raggiunge i massimi livelli, dove un bus ti condurrà lungo stretti sentieri ai confini del precipizio, qui dove il paesaggio lunare acquisterà la sua forza.
La quiete dopo la tempesta dei vulcani. Una pace che si mostra apparente mentre con un briciolo di paura, che ti corre lungo le mani, sarai in procinto di partire per la tua escursione lungo la Ruta de los Volcanes.
Le Montagne di Fuoco, situate al centro del parco, custodiscono questo alone di mistero. Manrique ha progettato qui un altro meraviglioso punto panoramico nei pressi del Restaurante del Diablo.
Un itinerario che ti condurrà alla ricerca del bello e del superlativo, seguendo le orme di Manrique.

Visitare Lanzarote per me è stato anche andare a La Geria dove ho potuto ammirare i vigneti piantati nella terra scura, quasi distesi, protetti dal vento da muretti di pietra e degustare la malvasía locale a la Bodega La Geria.
Cosa non perdere a Lanzarote
La selvaggia Caleta de Famara, ideale per il surf, è stato il mio rifugio dove aver trascorso qualche ora ad Haría. Una location perfetta per rilassarsi al rincorrersi delle onde.
Cosa non perdere a Lanzarote
Un’ultima tappa nell’isola, da non dimenticare, è la Punta del Papagayo a sud. Una riserva naturale protetta che gelosamente custodisce tante calette con sabbia dorata.

Erano già volati altri cinque giorni e, dopo poche ore, un volo mi riportava alla realtà.
Un viaggio vissuto con gusto e stile, immersa nell’arte contemporanea che tanto amo e nella natura che tutto rende più meraviglioso.

Grazie Manrique per aver contribuito a rendere Lanzarote un’isola ai confini tra il surreale e il naturale, un’esplosione di benessere dal profumo lavico e dal colore nero.

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