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Il sogno surrealista

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Il sogno surrealista.

Un mix di colori, una danza fluttuante nell’aria, forme apparentemente senza un senso, disegni elementari.
Sui muri di quell’edificio mi apparivano, davanti, strane immagini geometriche. Entravo in punta di piedi, stanza dopo stanza, e una tela gigante mi rapiva lo sguardo.
Sono passati tanti anni ma il ricordo rimane fisso nella mia mente. La Fondazione Joan Miró a Barcellona è stata una delle tappe che mai potrò abbandonare in un cassetto della lontana memoria. 

Il sogno surrealista
Ogni tanto controllo il prezzo dei biglietti aerei per volare da Roma a Barcellona con la voglia di tornarci.
Sarà perché adoro i colori o forse in quanto, a volte, mi sento un’anima inquieta e insoddisfatta, uno spirito surrealista, ma quella visita mi provocò piacere e curiosità. Sui libri di storia dell’arte ho sempre preferito studiare la fine. L’arte moderna e contemporanea. Mi affascina il fatto che tutto possa diventare arte, che tutto acquista uno spirito di bellezza autentica. 

Il sogno surrealista
Il surrealismo di artisti come Dalí e Miró ha suscitato in me un profondo interesse sin dagli anni del Liceo. Ho sempre pensato a come sarebbe stata la mia vita se fossi nata qualche anno prima e avessi frequentato personaggi come loro. Una fantasia surrealista che a volte accompagna i miei sogni instabili. 


Nato a Barcellona nel 1893, Joan Miró, è uno dei più grandi maestri del surrealismo e la creazione della Fondazione si deve al grande successo delle sue opere.
Lontano dal caos, dal traffico cittadino, immersa nel verde e con una bella vista panoramica, si erge silenziosa in cima alla montagna del Montjuic.
Mi fermavo di fronte a tante opere composte da linee, punti, forme particolari e questa esplosione di colori, questa bomba di arcobaleno indelebile, mi riportava all’infanzia, mi trascinava per mano e io rotolavo su prati verdi dove tutto profumava di vita e di libertà.
14.000 sono le opere presenti alla Fondazione. Non si tratta solo di dipinti ma anche sculture e disegni partecipano a questa vivace orchestra.
Già prima di entrare rimarrai basito alla vista del magico palazzo bianco, costruito dall’architetto Josep Lluis Sert [amico dell’artista].
Il sogno surrealista
Un edificio aperto con grandi spazi esposti per permettere meglio al visitatore di entrare da un’opera e uscire da un’altra. 
Una culla di pace e silenzio, un luogo dove lasciarsi ispirare.
Sali sul Montjuic per ritrovare la quiete e entrare in sintonia con il surrealismo di Miró. Ne uscirai ricco e magnificamente sereno. [A me fa quest’effetto ogni volta che visito una mostra di arte moderna-contemporanea, ma magari sono pazza e instabile davvero.]

Barcellona per me è come la Romagna in Italia. Mi fa commuovere. I suoi colori, l’accento musicale, la voglia di movida e serenità, l’arte, il surrealismo. Si, devo ammetterlo, ho un debole per questa città che non mi ha mai deluso.
Supera la paella e la sangria, vai oltre la Rambla e la Sagrada Família: Barcellona ha un cuore artistico che batte di spirito surrealista e pulsa al ritmo di personalità come Gaudí, Miró e Dalí.
Il sogno surrealista
Ti è venuta voglia di scoprire la Fondazione Joan Miró da vicino?
Ecco alcune informazioni per organizzare la tua visita:

-orari: 
da Ottobre a Giugno [martedì-sabato] 10-19 e il giovedì 10-21:30
da Luglio a Settembre [martedì-sabato] 10-20 e il giovedì 10-21:30
chiuso il lunedì, 1 gennaio, 25 e 26 dicembre,

-prezzi: 
€10 per la collezione permanente e temporanea,
come arrivare: Metro: linee 2-3 Paral-lel+Funicolare del Montjuic; Bus: linee 50-55-193 fermata Parc de Montjuic.

Hai già visitato questo museo? Attendo un tuo commento, voglio sapere le tue impressioni.

[Photo credits: Fundació Joan Miró]
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