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Sconfinamenti

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Sconfinamenti.

Quando sono stata chiamata per il progetto #e20umbria con lo scopo di raccontare il Festival dei 2 Mondi mi sono detta: “Opera, danza, teatro…materie per me quasi del tutto sconosciute! Mi dedicherò soprattutto alle mostre che, invece, adoro e apprezzo di più“.
Questa mattina ho partecipato all’inaugurazione di una bellissima mostra all’interno del Festival: Sconfinamenti.

Location dell’evento: la Rocca Albornoziana. Questa è già di per sé un’opera d’arte.
Situata sul Colle Sant’Elia guarda Spoleto dall’alto.
Sconfinamenti
Con un passato militare ed autorevole, elegante e residenziale oggi questa fortezza dal perimetro rettangolare con quattro torri angolari, è la sede permanente del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto e al suo interno si trovano anche il Laboratorio di Diagnostica Applicata ai Beni Culturali e la Scuola Europea di Conservazione e Restauro del Libro Antico.

In questa cornice è stata allestita una mostra di arte contemporanea, formata da sei ben distinte opere, e curata dal critico d’arte e accademico Achille Bonito Oliva. Fondatore del movimento artistico la Transavanguardia e creatore di un modello creativo della critica: critico visto come un cacciatore.

L’opera d’arte dal periodo delle Avanguardie (il Futurismo di Boccioni, il Surrealismo del mio adorato Dalì) in poi cambia. L’artista unisce diversi linguaggi per esprimere la sua opera. Quindi opere non più solo visive ma anche uditive, olfattive e tattili.
L’artista che sperimenta, che ti fa entrare nell’opera, che ti fa scoprire la creazione piano piano, che non ti fa solo ammirare un bel quadro ma ti fa ascoltare delle voci, dei suoni, dei rumori e ti fa immaginare.
Ecco questa è l’arte che piace a me e che mi emoziona fortemente in quanto mi sento parte della stessa.

Le installazioni di Sconfinamenti sono di artisti già noti nella scena internazionali dell’arte.
The Ice Time” di Peter Greenaway
Una successione di 5 monitor ti mostra 40,000 anni in 4 minuti.
Lo stesso artista definisce così la sua opera:
Possiamo certamente affermare che molto presto si avrà una ri-dislocazione delle terre emerse poiché gli oceani si innalzano sempre di più. E ci sarà presto una inondazione a cui seguirà il ghiaccio. Possiamo dire che l’umanità è un tipo di vita costretta a fiorire nei brevi intervalli tra due ere glaciali. I cambiamenti meterologici sono lenti, continui e devastanti per l’evoluzione della specie. Qui in cinque sequenze vi è il racconto del previsto prossimo evento condensato in quattro minuti. Quarantamila anni in quattro minuti“.

Belek (Memorie)” di Ahmet Güneştekin
Sconfinamenti
In una stanza buia scorre un video con gli avvenimenti accaduti dal massacro degli Armeni di Adana agli episodi odierni di Piazza Taksim, violenze e attentati ai diritti umani, e in terra vengono proiettate le date dei vari accadimenti dal 1909 ed i nostri giorni. Molto suggestivo con sottofondo di voci e suoni originali.

Il teatro è vità. La vita è teatro. Don’t ask where the love is gone” di Shirin Neshat
Sconfinamenti
La terza installazione si trova al primo piano nel Salone d’Onore. Entrando nella sala voltati a sinistra e vedrai una sequenza di immagini in bianco e nero che ritraggono nove attori ed attrici del teatro underground napoletano mentre si disperano ed esprimono dolore e sofferenza.
Neshat afferma che: “La bellezza dev’essere unita al sentimento, all’ impegno sociale e politico. Da soli la bellezza resta un canone estetico e l’ impegno un grido. Solo uniti diventano qualcosa che possiamo chiamare arte“.

Shhhhhhhhhhht” di Sislej Xhafa
Sconfinamenti
Questa è l’opera che mi ha colpito più di tutte e mi ha suscitato una certa inquietudine interiore. Mi ha emozionato ma al tempo stesso mi ha fatto ripensare ad un orribile episodio che mi è capitato di recente.
L’opera d’arte per essere vincente credo che debba fare proprio questo. In terra una vecchia coperta copre un corpo umano. Cosa è successo a questa persona? Nessuno lo sa.
La realtà è più forte dell’arte. Come artista non mi interessa riflettere la realtà, ma voglio interrogarla e metterla in discussione“.

The King of black” di Shoya Azari
Sconfinamenti
Un video di 24 minuti che mescola tecniche diverse (dal film muto alle miniature persiane, dall’azione teatrale all’animazione digitale) racconta il poema epico “Le sette bellezze” scritto da Nizami di Ganja. Dalla sequenza delle immagini potrai scorgere la critica dell’artista, nato a Shiraz, nei confronti della realtà sociale e politica del suo paese.

Undercover, underwea, underworld troops” di Sri Astari Rasjid
Sconfinamenti
Nella Camera Pinta del primo piano troverai sette figure che rappresentano un mix della tradizione e del consumismo, antico contrapposto al moderno…anche troppo.

Se ami l’arte contemporanea come me, ti consiglio di andare a vedere questa mostra se nei prossimi giorni del Festival passerai da Spoleto.
Ne vale davvero la pena e penso che una mostra con sei opere dia il giusto tempo di immedesimarsi in ognuna di esse e coglierne i lati più segreti e nascosti.

Mostre del Festival Sconfinamenti
Rocca Albornoziana
Spoleto
dal 29 giugno al 14 luglio 2013
orario 9:30-19:30
Biglietto intero €6

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