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Volontariato in Senegal

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Volontariato in Senegal.

Un nuovo mese, una nuova storia da raccontare. Oggi siamo con Federica Beretta, travel blogger Pink Packer. Conosciuta su Twitter, incontrata solo una volta, Federica si racconta così:
per esperienze passate mi sento da sempre sdradicata e alla ricerca di pezzi di me attraverso i viaggi. Credo di riuscire a comporre la mia persona attraverso la conoscenza di luoghi, popoli, emozioni, suoni, lingue, danze, cibi e costumi e tutto quanto può regalarmi un viaggio. In qualunque posto mi trovi, si amplificano inconsciamente le mie capacità di osservazione e di entrare in contatto empatico con le persone; rimango affascinata e assorbo odori, colori, sapori, stili di vita e accenti fino a sentirmi perfettamente integrata in posti che, ogni volta, potrei chiamare casa. Tra i viaggi che mi consentono maggiore integrazione con i popoli ci sono quelli di volontariato: nascono da una spinta del mio cuore e diventano vita vera. E così in Kenya ho vissuto nelle capanne ai confini con la Foresta di Shimba Hills e in Senegal in un sobborgo alla periferia della capitale Dakar. Qui vi racconto del campo in Senegal con Oltre I Confini ONLUS“.

Oggi Federica è qui con noi per raccontarci la sua esperienza di volontariato in Senegal!
Volontariato in Senegal
Destinazione?
SENEGAL, periferia di Dakar. Per essere precisa il sobborgo si chiama Bene Baraque, e si colloca tra la costa atlantica e l’ultima lingua sabbiosa di deserto del Sahara. Il mare di sabbia sul quale si ergono le case è un basamento, non solo per le abitazioni bensì per le vite della gente di qui. Chiunque, affondandovi i piedi, rievoca passo dopo passo l’appartenenza a questa terra dalla quale si deve trarre sostanza di vita e per la vita. L’energia non manca, la musica nelle vene nemmeno, l’allegria coinvolgente neppure, ma i servizi sì. Questo non è un posto in cui tutto funziona e lo si capisce appena ci si arriva a bordo di un carrapide qualunque. E’ l’Africa. E’ vero, ma non è una giustificazione. Qui la gestione dei rifiuti è un problema enorme, la mancanza di acqua potabile nelle case anche, le alluvioni lo sono ancora di più nel periodo delle piogge, il lavoro è precario quando c’è e l’accesso all’istruzione una piaga comune. In Senegal l’istruzione è obbligatoria fino all’adolescenza, almeno per legge, ma nessuno si occupa di controllare che i ragazzi frequentino davvero le scuole, che per tutti sia garantito l’accesso agli istituti pubblici, che le classi possano ospitare tutti i bambini del Paese senza distinzione di rango. E’ a questo punto che i ragazzini passano da una formale condizione di studenti a bambini di strada ed è qui che si inserisce Oltre I Confini ONLUS.
Volontariato in Senegal
Obiettivo del campo lavoro?
Il campo di lavoro di Oltre I Confini ONLUS a Bene Baraque è volto a rendere l’istruzione accessibile a tutti, indistintamente dalle possibilità economiche di ciascun bambino. Le scuole parificate di Yeumbeul Bene Baraque e Yeumbeul Sud sono state costruite in collaborazione con la Fondazione Meoni e, una volta avviate, gestite dai volontari di AOIC italiani in collaborazione con un team di insegnanti senegalesi. L’iscrizione prevede il versamento di una retta obbligatoria per coloro che possono sostenere la spesa, ma le porte sono aperte a tutti: i ragazzi che non hanno risorse finanziarie sufficienti per iscriversi possono comunque frequentare le lezioni, nessuno escluso. Per questi ragazzi è previsto il sostegno scolastico a distanza. I volontari del campo di lavoro estivo organizzano corsi di approfondimento, attività alternative e giochi che impegnino i ragazzi di Bene Baraque durante le ore del mattino. In questo modo la scuola diventa punto di aggregazione anche durante le vacanze, i bambini hanno un luogo di ritrovo sempre aperto, gli studenti possono preparare gli esami per il diploma o esercitarsi nella lingua inglese con i volontari.
Volontariato in Senegal
Con che associazione sei partita?
Oltre I Confini ONLUS di Milano.
Il 20 febbraio prossimo ci sarà il primo incontro per i nuovi volontari 2016, una sorta di informativa sui campi in partenza. Si terrà a Milano alla sede di Oltre I Confini e loro hanno sempre bisogno di nuovi ragazzi volontari nel mondo!!
Volontariato in Senegal
Quanto costa questo viaggio?
La quota per partecipare al campo di due settimane si aggira intorno ai 250 euro (più 100 euro per i costi di gestione dell’associazione), poco più alta se le settimane fossero tre. A questo va aggiunto il costo del volo per Dakar che con un minimo di programmazione si trova sui 400-500 euro anche ad agosto.

Quali erano le attività del campo lavoro?
La mattina, con regolarità, ci si recava alla scuola per tenere le lezioni e condividere momenti di canto, svago, ballo con i vivacissimi ragazzi di Bene Baraque. Le classi erano divise per età e per tipologia di attività: c’erano i corsi per i bambini in età pre scolare e l’approfondimento di matematica per chi ne avesse bisogno, il corso di inglese per chi temeva l’esame statale e quello di fotografia. I momenti più intensi sono stati quelli di relazione, neanche a dirlo! Voglio citarne qualcuno affinchè passi un messaggio con l’anima:
– i canti senegalesi a chiusura delle lezioni, coordinati da un insegnante su tutti Papa Sow, entrano nelle viscere giorno dopo giorno e diventano fondamento di quotidianità e convivialità.
– I balli in classe con i ragazzi più grandi che a fine lezione sapevano trasformare le aule in discoteche.
– Gli inviti dei familiari dei ragazzi a visitare la propria casa e a unirsi per un pasto a pane e cipolle.
– Lo yassa poulet condiviso con gli altri insegnanti locali.
– Il tardo pomeriggio sulla spiaggia di Malika trascorso tra onde, tramonti africani e suono di djembé.
Volontariato in Senegal
Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
Oltre I Confini richiede la partecipazione a una manciata di incontri formativi sulla cultura, la struttura sociale, le attività pregresse e in corso in Senegal e Togo. Ritengo sia fondamentale incontrare chi ci avvia verso il campo di lavoro, instaurare dei legami pre-campo, avvicinarsi mentalmente al mondo che si scoprirà solo vivendolo.

Come ti sei sentita al rientro?
Innanzitutto non avevo voglia di rientrare, nonostante quella notte avessi la febbre alta e il fisico a pezzi. L’Africa mi è entrata dentro con tutti i suoi contrasti ed con tutta la sua energia. L’Africa si fa amare e odiare, ti prende e ti strattona, ti coinvolge e ti rigetta, ti accoglie in un abbraccio e allo stesso tempo ti tagga come toubab. L’Africa è complessa e incredibilmente vera fino alle viscere. Prima di prende il volo di rientro già mi mancava. Sentivo la nostalgie per dirlo alla senegalese. Il Mal d’Africa direbbero in altre zone. Ma già lo sapevo.
Volontariato in Senegal
Sei più ripartita per altre esperienze simili?
Avevo già fatto un’esperienza di volontariato in Africa, però sulla costa est, In Kenya. Avevo già sperimentato il Mal d’Africa e in Senegal ho potuto placarlo per tre settimane. Credo che ripartirò, prima o poi, per il Togo con Oltre I Confini, oppure chissà per quale altra terra, ma so che lo farò di nuovo!

Grazie Fede per aver condiviso con la rubrica #iovolontarionelmondo la tua esperienza di volontariato in Senegal.
Questo articolo servirà sicuramente a tutti quelli che sognano esperienze simili nel mondo.

Ci sentiamo il prossimo mese con un nuovo articolo! Stay tuned 🙂

Hai fatto un’esperienza simile a quella di Federica?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Federica Beretta]