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Avventura nel Kurdistan Iracheno

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Avventura nel Kurdistan Iracheno.

Iraq
Solo a sentirlo nominare fa paura…
Un paese a pezzi, sconvolto da una guerra senza fine.
Il terrore padroneggia dalle strade di Baghdad fino ai pozzi in fiamme di Kirkuk: bombe, lotte religiose, povertà e miseria, ecco ciò che rimane dell’antica e splendente Babilonia.

Ma quella che ti racconto oggi è un’altra storia… Esiste ancora un posto in Iraq dove le persone vivono in pace, dove la gente sorride agli stranieri e dove gli occhi dei bambini sono pieni di gioia. Per qualche mese questo posto è stata la mia casa e la sua gente è stata la mia gente… Questo posto si chiama Kurdistan Iracheno.

Avventura nel Kurdistan Iracheno

avventura nel Kurdistan Iracheno

L’anno scorso il mio lavoro mi ha portato a trasferirmi nella città di Sulaymaniyah, dove ho vissuto per 8 mesi. Il Kurdistan Iracheno è l’unica regione sicura di tutto l’Iraq. Si trova a nord-est del paese ed il suo territorio è formato soprattutto da montagne e deserti rocciosi.

Come si vive a Sulaymaniyah

Vivere a Sulaymaniyah non è sicuramente come vivere in Europa: la città (oltre ad avere un nome impronunciabile) è grande, caotica, inquinata, senza servizi pubblici, i locali non servono alcolici e tutt’intorno c’è solo un’infinita distesa di deserto. Inoltre il clima è estremo: troppo freddo d’inverno e troppo caldo d’estate. Insomma un vero sballo!

avventura nel Kurdistan Iracheno

Nonostante questo, ho trascorso 8 mesi bellissimi ed intensi, viaggiando in lungo e in largo per l’intera regione.

Qui non ci sono autobus né treni. L’unico mezzo per viaggiare nel Kurdistan Iracheno è l’automobile, io non ce l’avevo. Come fare allora? Si va in taxi!
Inoltre, se sei fortunato come è capitato a me, incontri anche un tassista che parla l’inglese: in questo modo hai trovato anche un’ottima guida per visitare i luoghi storici e per mangiare nei migliori ristoranti.

Cosa vedere nel Kurdistan Iracheno

L’Iraq è una terra ricca di storia (d’altronde siamo nella Mezzaluna Fertile, la culla della civiltà), quindi di cose da vedere ce ne stanno e sono davvero spettacolari.

avventura nel Kurdistan Iracheno

A tre ore di macchina da Sulaymaniyah, dopo un viaggio surreale nella piana di Kirkuk tra pozzi di petrolio in fiamme e posti di blocco dell’esercito (qui si respira ancora aria di guerra), si arriva nella tranquilla città di Erbil, antica capitale del Regno del Kurdistan, dove si può visitare la splendida cittadella, una vecchia fortezza costruita ben 5000 anni fa, forse la più antica al mondo, con le sue mura imponenti che dominano la vallata.

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Se invece vuoi avventurarti nel deserto, lontano dal caos cittadino, devi andare in direzione nord-est, verso l’Iran. Dopo appena un’ora di strada si esce dalla civiltà e si entra in territori selvaggi e inesplorati.

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Man mano che si percorrono queste vie, il paesaggio diventa sempre più arido e incontaminato, fino ad arrivare al lago Dukan, nascosto tra i monti, con i suoi magnifici colori al tramonto.

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Tra queste montagne ho anche scoperto un posto dove ritrovare un po’ di clima occidentale: l’hotel Ashur, una vera e propria oasi artificiale con terrazza panoramica e piscina, in cui ci si può rilassare gustando una birra fresca comodamente sdraiati ad ammirare il paesaggio (birra + piscina… non mi sembra vero! Già… quando vivi in Medio Oriente, a volte ritrovarti in ambienti un po’ più familiari è indispensabile, anche solo per un giorno).

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Dopo esserti rilassato alcune ore in piscina, via di nuovo in macchina a percorrere strade tortuose tra panorami sconfinati…

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Qui nel Kurdistan Iracheno puoi viaggiare per chilometri e chilometri senza incontrare anima viva… fino a scorgere la grande barriera di monti innevati che segnano il confine con L’Iran…

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A volte mentre percorri i sentieri tra le montagne puoi imbatterti in qualche remoto sito nascosto, come questa antica tomba assiro babilonese scavata nella roccia, segno di un passato importante e ricco di storia…

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Purtroppo questi reperti non sono molto considerati, a giudicare dalle scritte sulla parete

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Andando invece da Sulaymaniyah in direzione sud, percorrendo la strada che va verso la capitale Baghdad, si attraversano piccoli villaggi di commercianti e si vedono carri armati ed altri mezzi da guerra abbandonati ai lati della strada.

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Halabja si trova quasi al limite meridionale della regione: questa cittadina è stata teatro di un triste capitolo della storia quando quasi tutti i suoi abitanti sono stati uccisi in un solo giorno dalle armi chimiche di Saddam Hussein nel 1988. Appena fuori città c’è un museo che racconta quell’episodio con ricostruzioni audio-video e fotografie molto toccanti.

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Meglio non spingersi ancora più a sud di Halabja, il viaggio potrebbe diventare pericoloso uscendo dalla regione.

Come sono le persone

Devo dire che nel Kurdistan Iracheno la cosa che sicuramente mi ha colpito di più è stata l’ospitalità della gente. I Curdi sono davvero un popolo sorprendente: persone semplici, gentili con tutti, amanti del buon cibo e della natura. Chiunque incontri per strada ti sorride, ti dà il benvenuto, si fa fotografare, ti offre un the.

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Fiero delle sue origini, con un forte senso di appartenenza ad una nazione non riconosciuta, il popolo Curdo rivendica un’indipendenza politica da quasi cento anni e merita sicuramente più considerazione da parte del resto del mondo.
Forse è proprio per questo motivo che i Curdi tengono molto a mostrare agli stranieri tutta la loro cordialità e tutto il bello del loro paese.

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Durante i miei viaggi nel deserto, tra i vari personaggi che ho incontrato, ho conosciuto il simpatico Moein (foto in alto), che mi ha mostrato le sue terre, i suoi allevamenti, mi ha invitato a mangiare in casa sua con la sua numerosa famiglia e mi ha presentato suo padre (foto in basso), il quale si è messo a raccontarmi la storia del suo popolo, dalle origini fino alle ultime imprese dei suoi eserciti, di quando hanno sconfitto le truppe di Saddam Hussein ottenendo l’autonomia regionale e di come i Peshmerga difendono ora il paese dagli attacchi dell’Isis.

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Eccomi qua, nel cuore del deserto con i figli di Moein, in questa immagine scattata proprio da lui con la mia reflex.

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Che dire… A nessuno verrebbe mai in mente di visitare questo paese neanche per sbaglio, soprattutto di questi tempi. Io che ci ho abitato ti assicuro che è stata davvero un’esperienza di viaggio e di vita bella e indimenticabile. Semmai ti venisse voglia di farlo, ecco alcuni consigli…

Quando andare

Il periodo migliore per visitare il Kurdistan Iracheno è sicuramente quello di marzo-aprile, perché in questi due mesi avviene il passaggio graduale dal rigido inverno continentale (quando il gelo impedisce a qualsiasi forma di vita di svilupparsi) all’insopportabile solleone dell’estate irachena (quando il caldo torrido impedisce a qualsiasi forma di vita di svilupparsi).
Diciamo che i mesi di marzo e aprile sono gli unici in cui è possibile vivere in un clima decente.

In questo periodo succede qualcosa di spettacolare: il paesaggio deserto e monotono che si vede nel resto dell’anno si trasforma in un lussureggiante panorama in fiore. Tutto il Kurdistan si colora ed il deserto lascia spazio ad un’immensa distesa verde… prima che maggio infuochi tutto con i suoi 40 gradi all’ombra.

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Se in questi mesi ti capita di fare un’escursione tra le alture intorno a Sulaymaniyah, ti sembra quasi di stare sulle Alpi e ti viene da chiederti… Ma sono in Svizzera? No, in Iraq!

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Questo è anche il periodo in cui i curdi festeggiano “Newroz” (21 marzo, il loro capodanno) andando in giro vestiti con i loro abiti tradizionali dai mille colori, e in cui si armano di barbecue e organizzano grigliate all’aperto con la migliore carne di agnello che abbia mai mangiato (da queste parti scordati il maiale!)

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Consigli utili

Il Kurdistan Iracheno è circondato da zone che sono continuamente in guerra, quindi l’unico mezzo per arrivarci sani e salvi è l’aereo. Puoi raggiungere gli aeroporti internazionali di Erbil e Sulaymaniyah da Bologna o da Milano con Turkish Airlines (con scalo a Istanbul), con Royal Jordanian (con scalo ad Amman) o con FlyGermania partendo da Düsseldorf.

Puoi ottenere il visto d’ingresso turistico direttamente in aeroporto al momento dell’arrivo (quindi non c’è bisogno di richiederlo prima) e dura 30 giorni. Tale visto porta il timbro della Regione Autonoma del Kurdistan (KRG), quindi non puoi uscire dalla regione a meno che tu non abbia anche un visto iracheno (ma ti sconsiglio vivamente di uscire dalla regione).

Sia a Sulaymaniyah che ad Erbil ci sono numerosi hotel (anche catene internazionali), quindi non è difficile trovare una sistemazione.

Anche se inizialmente potresti avere un po’ di paura a socializzare con le persone (siamo pur sempre in Medio Oriente), puoi fidarti della gente che incontri, tassisti, commercianti ecc.

Porta sempre con te il passaporto, ogni tanto potresti imbatterti in un posto di blocco dell’esercito (niente paura, è solo un controllo, inoltre se sei occidentale ti lasciano passare senza nessun problema e si scusano).

Evita di avvicinarti troppo alle provincie di Kirkuk e Mosul, il resto della regione è assolutamente tranquillo.

Buon viaggio!