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Viaggio in Laos e Thailandia

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Viaggio in Laos e Thailandia.

«Vado in Asia.»
«Ma va! Che bello! E quanto stai?»
«17 giorni.»
«E dove vai?»
«In Laos.»
«Dove?»
«In Laos.»
«17 giorni? E che ci vai a fare?»

E che ci vado a fare in Laos 17 giorni?
A innamorarmi degli occhi delle persone.
Viaggio in Laos e Thailandia
Sono stata in Laos, ebbene sì, proprio in Laos. A essere proprio precisi sono stata in Laos 13 giorni e gli ultimi 4 in Thailandia dove adesso vive, per un periodo, mio fratello.
Vorrei trovare il modo giusto di raccontarti il Laos, il mio Laos e quello di Giovanna, la mia amica e compagna di viaggio.
Partiamo imparando a salutare: Sabbai dee, per dire ciao. Te lo diranno sempre e sempre sorridendo.
Questo stretto e lungo paese dell’Indocina non ha il mare, l’unico in questa zona, è chiuso tra Vietnam, Cambogia e Thailandia a sud. È attraversato dall’enorme Mekong che è il settimo fiume più grande al mondo.
Il Mekong è verde: un verde naturale. Il Mekong accompagna la vita delle persone, attraversa le città del Laos, racconta storie non così lontane nel tempo.
Viaggio in Laos e Thailandia
Un paio di premesse doverose: il Laos è un paese povero e provato, il Laos è stato il teatro senza spettatori di una guerra che non lo riguardava, non direttamente. Per 8 anni, tutti i giorni, è stato bombardato dagli eserciti americani che volevano interrompere il sentiero di Ho chi minh. Il Laos è stato vittima della Guerra Silenziosa di cui non si parla e di cui non si sa. Nel Laos ci sono milioni di bombe inesplose, in Laos le persone convivono con le bombe e lavorano i campi dove, durante le guerra, è stato buttato l’agente Orange; lavorano la terra dove prima c’erano giungle.
Credo sia importante sapere questo per capire chi si sta incontrando.
13 giorni, centinaia di chilometri, ore e ore di pulmino per cercare di girarlo il più possibile e assaporarne il più possibile.
Siamo partite da Luang Prabang: città patrimonio dell’Unesco.
Abbiamo girato per i villaggi lungo il Mekong: persone che vivono con … niente.
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Abbiamo assaggiato la grappa di riso (anzi ho, solo io perché non dico mai di no!).
Abbiamo visto le Buddha Cave.
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Abbiamo conosciuto Chun un elefante di 46 anni che ci ha fatto morire dal ridere. Siamo state a vedere le cascate Kuang Si e gli orsi salvati dai bracconieri.
Abbiamo visto i monaci uscire dai Wat alle prime ore del giorno per raccogliere le offerte di cibo dalle persone. Abbiamo visto i monaci condividere le offerte ricevute con i bambini di strada.
Abbiamo visti i bimbi fare il bagno tutti nudi dentro il Mekong.
Abbiamo seguito un corso di cucina laotiana.
Poi ci siamo messe in cammino per andare a scoprire la Piana delle Giare, abbiamo incontrato lungo la strada una dolcissima signora che lavora cotone nel suo villaggio e che mi ha regalato un sacchettino pieno di semi da piantare.
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Siamo entrati, in silenzio e cercando di non disturbare, dentro un villaggio Hmong (una minoranza etnica), in mezzo al nulla, lungo una strada, in cima a una montagna.
Ora immaginati delle capanne di legno e latta, sabbia rossiccia, nessun pavimento nelle case. Galli che corrono e si rincorrono liberi, una bambina che fa il bagno in una tinozza con una papera proprio accanto a lei, delle rane cacciate e lasciate su un tetto a essiccare. Una vecchia dalla faccia di rughe e gli occhi profondi che ci guarda con sospetto e diffidenza.
Viaggio in Laos e Thailandia
C’è poi una bella ragazza che abbraccia e allatta il suo bambino e ogni tanto gli bacia la testa. Sorride: ha i denti bianchi e degli orecchini di perle.
Abbiamo guardato bambine negli occhi.
Viaggio in Laos e Thailandia
E poi.

«Gio ma dici che dobbiamo mangiare proprio lì?»
«Ci tocca!»

Abbiamo mangiato in “ristoranti” locali dove la cucina è un piccolissimo fornello a gas o addirittura a legno, i tavoli sono lunghi con le tovagliette di plastica un po’ appiccicosa, i noodles sono tenuti a bagno in un catino nero appoggiato tra un sottoscala e la porta del bagno. Le verdure sono pulite e cucinate lì-per-lì. Era tutto molto buono, ci credi?
Abbiamo visto donne ubriache durante il Buddha Day, una sorta di Domenica.
Abbiamo visitato la capitale piena di persone in festa.
Abbiamo visto la giungla, il nulla lontano, dove vecchi contadini all’alba accompagnano i bufali nel campo di riso e li riportano a casa la sera.
Viaggio in Laos e Thailandia
Abbiamo cercato di parlare a gesti, abbiamo combattuto la frustrazione di non essere mai capite e preso in considerazione il fatto che in certi paesi e in certi viaggi non serve sapere l’inglese per andare.

Abbiamo visto una fabbrica di sale che sembrava di stare all’inferno: un caldo bollente, un odore faticoso da respirare, una terra arsa e una bambina scalza in mezzo alla desolazione.
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Abbiamo, poi, vista una grotta scavata nella pietra dove i laotiani si sono nascosti per sopravvivere a quegli otto anni di bombardamenti.
Abbiamo dormito in un posto quasi incantato sulle rive di un fiume, in un luogo dove i turisti non arrivano praticamente mai. Un luogo incantato e incantevole dove, però, serve spirito di adattamento per stringere amicizia con le formiche.
Abbiamo attraversato un fiume sotterraneo di oltre sette chilometri in canoa e poi camminato per raggiungere un villaggio dove abbiamo visto i bambini a scuola che si stupiscono e a volte si spaventano quando vedono una faccia tanto lunga e tanto bianca come la nostra.
Viaggio in Laos e Thailandia
Non so se hai visitato il Laos o se stai pensando di farlo: prenditi il tuo tempo e affidati ad una guida locale che ti aiuterà sia negli spostamenti che a parlare con le persone. Noi (Giovanna lo ha fatto per tutte e due, in realtà) abbiamo organizzato tutto prima di partire ed è stata la scelta migliore.
Se puoi non abbinare il Laos ad altri paesi a meno che tu non abbia molti giorni a disposizione. Se sei nell’ordine di 10-15 giorni, dedicati solo al Laos e magari un pezzetto di Thailandia che si gira con molta meno fatica, dal momento che è un paese ormai abituato al turismo.
Viaggio in Laos e Thailandia
Per andare in Laos servono due paia di pantaloni e due magliette (ti cambierai una volta tornato in Italia), una macchina fotografica da usare, però, con discrezione e senza invadenza, la voglia di assorbire e di conoscere, spirito di adattamento (tanto!) e un’ottima compagna di viaggio come Gio lo è stata per me.

Il Lao, le persone del Lao (la “s” finale ce l’hanno messa i francesi) riempiono gli occhi e la mente.
Khopjai Lao, grazie.