Viaggi e Web 2.0

Home Viaggi Cosa non perdere Santiago di Compostela, cammino inglese

Santiago di Compostela, cammino inglese

, / 0

Santiago di Compostela, cammino inglese.

Anche un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo”.

Era una di quelle sere dove ti rigiri nel letto e non riesci ad addormentarti, ti assalgono mille domande e non trovi la giusta risposta, ma solo puntini di sospensione, provi a dormire o forse te lo imponi visto che la sveglia domani suonerà alle 5.15 per un altro giorno lavorativo.

Novembre del 2015 le cose di certe non andavano come volevo, la mia vita era troppo in disordine, non riuscivo ad essere serena, troppi sensi di colpa, tante paranoie inutili: stavo perdendo tempo!

Avevo bisogno di un progetto da coltivare per sentirmi viva, dovevo scappare da quella che era diventata la mia gabbia dorata, la mia comfort zone.

Google Maps alla mano, presi a viaggiare con la mente, Canarie, Capo Verde, Spagna… ??

Volevo qualcosa di più di un semplice viaggio, avevo bisogno di un percorso, di crescere, di stimoli nuovi, di camminare e buttarmi a capofitto in un progetto solo mio.

Ricordo ancora che quella notte non riuscii più a prendere sonno, ero così decisa di dare una svolta alla mia vita che presa dall’entusiasmo ho digitato su google “Il cammino di Santiago”: da qui è iniziato il mio viaggio, il mio cammino.

Era tutto ancora nella mia mente, dovevo prenotare i voli, prepararmi fisicamente, lo zaino, richiedere le ferie, comunicare ai miei familiari che sarei partita da sola!
I mesi scorrevano, e quello che era solo un’idea è diventata poi realtà: il 22 maggio sarei partita per il Cammino di Santiago.

Santiago di Compostela, cammino inglese

Avevo a disposizione 8 giorni pieni + 2 giorni utili per lo spostamento in aereo dall’Italia alla Spagna e viceversa. Troppo poco tempo, dovevo trovare una soluzione adatta alla mia necessità.
 
Ho passato mesi a documentarmi, a leggere libri e diari di viaggio.
Il Cammino di Santiago è un percorso che i pellegrini facevano nel Medioevo per raggiungere il Santuario di Santiago di Compostela, dove è posta la tomba dell’apostolo Giacomo.
I pellegrini arrivavano da molte parti d’Europa, infatti, esistono diverse vie per arrivare a Santiago.
 
Il cammino più famoso e frequentato è quello francese, così chiamato perché seguito dai pellegrini che arrivavano dalla Francia.
Con i suoi 775 km, parte dalla cittadina francese di Saint-Jean-Pied-de-Port entra in territorio spagnolo a Roncisvalle, percorre le regioni della Navarra, la Rioja, Castiglia e Leòn, con le città di Pamplona, Burgos e Leòn fino a giungere al santuario. 
 
Il cammino del nord conta 815 km, percorre le pendici della Cordigliera Cantabrica lungo la costa settentrionale, attraversando i Paesi Baschi con le città di San Sebastian e Bilbao, proseguendo per Santander, Gijón e Avilès ed infine la Galizia.
 
Il cammino primitivo è lungo circa 310 km circa parte da Oviedo, attraversa le Asturie e si congiunge a Melide con il cammino di francese.
 
Il cammino portoghese inizia a Lisbona e percorre da sud a nord l’intero Portogallo (Coimbra e Porto) per poi entrare in Galizia a Tui e raggiungere Santiago.
 
Il cammino Via della Plata inizia in Andalusia a Siviglia, attraversa l’Estremadura, la Castiglia e infine la Galizia.
 
Ed infine il cammino inglese, quello che ho scelto per me.

Il cammino inglese era la via di pellegrinaggio percorso da scandinavi, fiamminghi, inglesi, scozzesi e irlandesi, che raggiungevano via mare la Spagna approdando nei porti di Ribadeo Viviero, Ferrol e A Coruña.
Questi ultimi due erano i punti di partenza del cammino inglese per arrivare a Santiago, da Ferrol il percorso è lungo 118 km, mentre da A Coruña è lungo solo 72 km.

118 km in 8 giorni.
Potevo farcela.
Dovevo farcela.
Con l’adrenalina che avevo in corpo potevo farli in un solo giorno ☺

Affidandomi alla guida cartacea Terre di MezzoA Santiago – Lungo il Cammino Primitivo e il Cammino Inglese” ho pregustato le cinque tappe che mi proponeva la guida.
Un cammino sconosciuto, solitario e poco frequentato. Quello di cui avevo bisogno.

A questo punto per essere pellegrina a tutti gli effetti ho richiesto la credenziale, un documento che certificata l’autenticità del pellegrinaggio e che offre al pellegrino un posto per dormire negli albergues a prezzi donativi e irrisori.

Basta una semplice chiamata o email alla Confraternita di San Jacopo di Compostela e dopo pochi giorni la credenziale è arrivata direttamente nella mia cassetta della posta.

I giorni passavano velocemente, io riuscivo a malapena a fare 10 km in pianura, la mia seconda casa era il Decathlon, l’abbigliamento doveva essere leggero e tecnico, perché tutto quello che mi portavo viveva con me, sopra le mie spalle per tutta l’intera durata del cammino.

Il 22 maggio 2016 sono partita con uno zaino di 7kg tra lacrime di paura e di felicità, le stesse lacrime liberatorie che ho ritrovato a Santiago sotto la Cattedrale.
Ma partivo per un viaggio o per la guerra?
Non sapevo cosa mi aspettasse in terra spagnola, ma sapevo con certezza che quella Silvia non sarebbe più ritornata.

Ho percorso 118 km, forse di più di quello che dicono le guide, tra boschi di eucalipti, il mare, la campagna e i piccoli paesi galiziani: Ferrol, Neda, Fene, Pontedeume, Betanzos, Bruma, Siguero [sono solo dei nomi di paesi che ho attraversato]. Ma i nomi contano poco.

Santiago di Compostela, cammino inglese

In cammino contano i passi su quella terra sconosciuta, l’odore e i profumi delle piante inizieranno giorno dopo giorno a diventare familiari, gli occhi saranno sempre alla ricerca delle frecce gialle per essere guidata verso la direzione giusta, e quel “Buen Camino” sarà la colonna sonora per i restanti giorni.

Il sudore, la fatica delle salite, un sorriso di un pellegrino, lo sconforto di non farcela, la felicità di un letto e di una doccia calda all’arrivo, il dolore che lascia spazio alla soddisfazione.

Una birra fredda, una tortillas, un timbro sulla credenziale, un’altra alba che vedi e una nuova giornata che segue, emozioni contrastanti, pensieri liberi e leggeri.

Raccontare del cammino è qualcosa di difficile, perché intimo, hai una sorta di gelosia per quello che hai provato e per quelle emozioni che sai che non ritorneranno più, allora te le tieni nel cuore nascoste come un segreto.
Nelle note di Imagine  di John Lennon,  suonata da un artista di strada, sono arrivata a Piazza do Obradoiro, dinnanzi alla Cattedrale di San Giacomo di Compostela.

Santiago di Compostela, cammino inglese

Ero arrivata fino a Santiago a piedi, ma ero partita molto, ma molto prima.
Era l’inizio di una nuova vita, di una nuova Silvia, avevo creduto in me stessa e ce l’avevo fatta.

Durante il cammino ho provato tutti i sentimenti di una vita intera: dolore, rabbia, sconforto, insicurezza, felicità, soddisfazione, rivincita, tenacia e grinta.

Tutto quello che ho provato, compresi i momenti brutti, sono stati significativi, mi hanno fatto crescere e mi hanno fatto apprezzare ancora di più quelli belli.

Il cammino dà la giusta dimensione alle cose, ripristina l’ordine reale delle priorità, si dà importanza alle cose basilari, semplici e difficili da mettere in pratica nella vita ordinaria.


Il cammino mi ha insegnato tante cose, non smetterò mai di credere in me stessa, di dare la possibilità agli altri di arricchirmi con le loro storie, di cambiare i miei pensieri, di evolvermi, di crescere, di lasciare andare e di accettare.


Cercherò di vivere più con leggerezza il presente, non darò modo al mio passato di rovinarmi il mio futuro e poi … vorrei arrivare ogni sera a Santiago, per emozionarmi, per iniziare e per ricominciare a vivere proprio da quel sorriso lì che avevo quel giorno sotto la cattedrale.

Santiago di Compostela, cammino inglese