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La Cambogia dimenticata

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La Cambogia dimenticata.

La Cambogia è il più piccolo paese del Sudest Asiatico, famoso soprattutto per il complesso templare di Angkor, l’impressionante sito archeologico dalle antiche e maestose costruzioni di pietra nascoste nella giungla.
La maggior parte delle persone che viene in vacanza da queste parti rimane in Cambogia solo un paio di giorni: giusto il tempo per fare una tappa veloce ai templi per poi scappare e tornare a rilassarsi sulle bianche spiagge della Thailandia.
Effettivamente queste strutture sono davvero magnifiche e secondo me Angkor Wat è uno dei luoghi più belli al mondo (che finalmente quest’anno sono riuscito a visitare).

Ma la Cambogia non è soltanto questo… c’è anche una parte che pochi conoscono, una parte più nascosta, più autentica, più umana, che merita sicuramente di essere vista…
Se vuoi scoprirla e rimanerne affascinato, tutto ciò che devi fare è allontanarti per un po’ dalle zone turistiche…
La Cambogia dimenticata

In Cambogia ti bastano soltanto 2 dollari per poter noleggiare una bicicletta, e, partendo dalla città di Siem Reap, puoi allontanarti pedalando quanto vuoi tra le grandi pianure del nord-ovest, distante dalle orde di visitatori che vengono da ogni angolo del globo per accalcarsi nei templi di Angkor.
Seguendo il corso del fiume Tonle Sap, che poi andrà a confluire nel possente Mekong, la strada, almeno nei primi chilometri, è piuttosto comoda, quasi sempre asfaltata e priva di ostacoli.
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Man mano che ci si inoltra nelle verdi vallate cambogiane, si attraversano paludi ricoperte di foglie di loto e tranquilli villaggi di palafitte, in cui la prima cosa che noti sono le condizioni di vita delle persone, ben diverse da quelle della moderna Siem Reap: qui la gente alloggia in baracche costruite con legno di palma, senza servizi igienici, elettricità, acqua corrente o altro a cui siamo abituati noi.
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Gli abitanti di questi villaggi non hanno praticamente niente: all’interno delle abitazioni ci sono solamente delle amache per riposare e qualche giocattolo per i più piccoli; la gente prende l’acqua dalle falde del sottosuolo attraverso delle vecchie pompe arrugginite e quasi tutti i bambini vanno in giro nudi.
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Qui le ferite di quello che la Cambogia ha subìto nel recente passato sono ancora aperte: dopo la dittatura degli anni ’70, in cui due milioni di Cambogiani hanno perso la vita ad opera dei militari del regime dei Khmer Rossi, questa popolazione ancora oggi fa molta fatica a riprendersi; il paese è ancora uno dei più poveri al mondo e la gente di questi villaggi fatiscenti non sembra ricavare alcun guadagno concreto dal turismo che affolla i siti archeologici poco lontani.
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Nonostante questo, tutt’intorno c’è un clima pacato, sereno ed armonioso; questa gente, che in apparenza non ha niente da offrire ad un viaggiatore che viene da lontano, in realtà riesce sempre a sorprenderti donandoti dei bellissimi sorrisi, facendoti così il regalo più bello…
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Ogni singola persona che ho incontrato in questo emozionante viaggio, dai bambini curiosi che ti vengono incontro sporchi di fango ai vecchi seduti all’ombra di una tettoia, dai mendicanti ai bordi delle strade ai monaci buddisti, dagli autisti di tuktuk ai commercianti… ognuno di loro non fa altro che sorriderti in modo amichevole e gentile.
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La semplicità, la naturalezza, la spontaneità e l’umanità di questa gente rendono quest’angolo nascosto dell’Indocina un luogo splendido e rendono il tuo viaggio sicuramente più piacevole e più ricco di emozioni.

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Il percorso in bicicletta prosegue fin quando il fiume Tonle Sap si apre e diventa un immenso lago, chiamato anch’esso Tonle Sap, con i suoi caratteristici villaggi galleggianti fatti di zattere…
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Anche sul lago la povertà e la miseria sono evidenti, ma gli abitanti qui sono ben organizzati per qualsiasi cosa: nei villaggi ci sono mercati, scuole, negozi, ristoranti, sistemi di reti e corde per aggrapparsi e legarsi durante le forti alluvioni, c’è perfino un tempietto buddista…
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A causa dell’incremento del turismo sul lago, i barcaioli locali si stanno organizzando per guadagnare di più e stanno aumentando i prezzi (il giretto in barca mi è costato ben 20 dollari, decisamente troppo visto che il biglietto giornaliero per i templi di Angkor costa uguale).
Anche qui le persone, nonostante provino a venderti di tutto a prezzi esorbitanti, sono molto gentili e ospitali. Puoi entrare tranquillamente nelle case e scattare qualche fotografia ai pescatori che riparano le reti…
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Così, dopo aver visto anche il lago Tonle Sap, tra serpenti
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e coccodrilli
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Puoi tornare a pedalare soddisfatto per le campagne cambogiane verso la prossima meta…
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E quando il caldo tropicale comincia a diventare troppo pesante, di tanto in tanto lungo la via ci sono delle baracche di legno dove puoi fermarti a riposare all’ombra, sdraiato su una comoda amaca, davanti ad un’immensa pianura verde a goderti il panorama bevendo una birra gelata…
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Buon viaggio!

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