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Salento, un viaggio di pura poesia

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Salento, un viaggio di pura poesia.

Non a caso il Salento è soprannominato “le Maldive d’Italia” viste le sue acque cristalline, ma per scoprirlo non basterà mai andare semplicemente in spiaggia. Avrai bisogno di camminare fra gli ulivi, di goderti tutto il cibo meraviglioso e di esplorare i piccoli borghi.

Salento, un viaggio di pura poesia

Salento, pura poesia

I paesini del Salento hanno una loro poesia. E’ normale andare a zonzo tra le viuzze e fermarsi a parlare con le vecchiette che guardano fuori dalla porta oppure imbattersi nei grappoli di pomodori appesi ai muretti delle case.

Salento, un viaggio di pura poesia

Quelle stradine dei centri storici, punteggiate dalle tipiche case a corte, dove il tempo sembra essersi fermato, pura poesia. I panni stesi ad asciugare sui fili di ferro di fronte alle case; le decorazioni barocche delle chiese; gli artigiani che lavorano la pietra leccese, la cartapesta e la terracotta; le luminarie che s’illuminano per raccontare le storie dei santi; la banda cittadina che canta a squarciagola; il ritmo incalzante dei tamburelli che accompagnano la pizzica
Questo è il Salento magico, quello fuori dalle guide turistiche, che ti travolge con passione. Questa è pura poesia!

Salento, un viaggio di pura poesia

Ruffano e le masserie

Un paesino che bisogna assolutamente visitare è Ruffano, dove si è accumulata tantissima storia. Deve il suo nome al centurione romano Rufus, che aveva lì il suo feudo. Nella cripta ci sono una serie di affreschi dedicati a San Marco, al suo maestro Pietro e all’Annunciazione.

Salento, un viaggio di pura poesia

Un tratto distintivo della zona sono le masserie, circondate dagli ulivi, che sbucano ad ogni angolo. La maggior parte di queste è stata restaurata. Un tempo tra quelle mura fortificate c’era un vero e proprio micromondo di pastori e agricoltori, ora sono ristoranti o alberghi, ma mantengono sempre la loro storia.

Salento, un viaggio di pura poesia

Per esempio, nel sottosuolo de “Le Stanzie” a Supersano, ci sono il frantoio sotterraneo più antico e una serie di tunnel infiniti dove si rifugiavano i monaci basiliani quando arrivavano i predoni. La leggenda vuole che siano lunghi più di 70 chilometri e che arrivino fino al mare.

Otranto e il suo enigma

Anche una tappa ad Otranto è d’obbligo. E’ uno dei borghi più belli d’Italia, oltre ad essere la Porta d’Oriente. Questa città pulsa di vita secolare. Il centro storico è racchiuso dalle mura e dal Castello che da sempre lo difendono. Ci sono richiami orientaleggianti ovunque perché verso la fine del 1400 venne invasa dai Turchi, che obbligarono i locali a convertirsi all’islam. Nella Cattedrale c’è il mosaico dei segreti: un pavimento tassellato di quasi un millennio che nessuno è ancora riuscito a decifrare. E’ una sfida alla Dan Brown per tutti gli studiosi, un mistero di arte e fede che i musulmani non ebbero il coraggio di distruggere. Nella navata centrale si dispiega l’Albero della Vita, con un tronco lunghissimo. Tra i molti rami sono raffigurate le storie della Bibbia: la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, la Torre di Babele, l’Arca di Noé… e a sorpresa si intrufolano anche Re Artù, Alessandro Magno che vola a cavallo di due grifoni, personaggi di miti pagani, i mesi dell’anno, il gatto con gli stivali… L’Albero è uno zoo medievale dai significati ambigui, sorretto da una coppia di elefanti, dove si combattono il Bene e il Male del mondo.
E’ questo il grande enigma di Otranto.

Gallipoli

A Gallipoli invece l’aria cambia, e non solo perché migliaia di persone si riuniscono ogni estate a far festa. E’ una città di influenza greca, ispirata alla religione ortodossa. Un fatto molto curioso sono le due porte, presenti su ogni chiesa, dove tradizionalmente dovevano entrare, in modo separato, uomini e donne.

Salento, un viaggio di pura poesia

Santa Maria di Leuca e le grotte

L’ultima tappa è a Santa Maria di Leuca. Su un promontorio nelle vicinanze, c’è una statua dedicata a Minerva. Secondo gli scritti di Virgilio, è proprio qui che sarebbe approdato Enea dopo il lungo viaggio pieno di pericoli nel Mediterraneo. Ed è proprio qui che, per ringraziare la Dea, avrebbe costruito un tempio. Al suo posto, ora, sorge una chiesa dedicata all’arrivo dell’Apostolo Pietro.
La vera attrazione del posto però sono le grotte sul mare, che sono degli autentici tesori nascosti e nessuno riesce a rimanere impassibile di fronte alla Grotta delle Tre Porte o a quella del Drago.

Salento, un viaggio di pura poesia

Le storie di quelle rocce, però, non possono essere semplicemente raccontate.
Vanno respirate assieme al profumo del mare.