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Cuba occidentale

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Cuba occidentale.

Una limpida giornata di sole risplende fuori dalla finestra e il profumo di caffè invade la camera. La nostra bella Marisol arricchisce la tavola con tortine, dolcetti, succhi di frutta e caffè. Il tempo di gustarci la colazione e siamo già con lo zaino in spalla diretti verso la stazione dei bus.
Un taxi collettivo, per 15 CUC a testa, ci porterà verso la Cuba occidentale. Maciniamo chilometri mentre questa macchina, rumorosa e danzante, ci fa viaggiare attraverso paesaggi di campagna. Abbandoniamo L’Avana, il caos e il traffico e ci ritroviamo circondati da palme e distese di verde. La campagna selvaggia è la nostra meta. Qui, mentre si guida, si suona il clacson per salutare altre macchine o poliziotti fermi lungo la Carretera Central. Persone ferme ai lati della strada sono in attesa di un passaggio o di vendere i loro dolciumi. A circa 30 chilometri dalla Valle Viñales [inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO], nella Cuba occidentale, la strada inizia a riempirsi di carretti e cavalli: si respira già rilassante aria di campagna.
A Viñales ci accolgono Olga y Eloy, due teneri signori cubani. El Che in giardino e una graziosa dépendance, un bicchiere di limonata fatta con i limoni del loro orto e una sedia a dondolo nel porticato. Viñales è una cittadina molto turistica, basti pensare che ci sono circa 500 casas particulares! Tutte colorate, una vicino all’altra, si alternano a ristoranti e negozietti.

Se hai voglia di una visita green recati al Giardino Botanico dove, da cento anni, sono conservate circa 185 tipi di piante.
Cuba occidentale
Un ragazzo ti accompagnerà in questo magico percorso illustrandoti tutti i nomi e aspettando che tu faccia una foto ad ognuna di loro. Carambola, mamey, maracuya, guayaba saranno le protagoniste dei tuoi scatti.

Se hai voglia di un pranzo veloce [panino e birra] c’è un Punto Palmares proprio di fronte alla chiesa dove potrai rifocillarti con pochi spiccioli.
Ma Viñales è anche il luogo ideale per una passeggiata a cavallo [5 CUC all’ora, chiedi di Bolo in città]. Anche se dopo quattro ero distrutta e non riuscivo nemmeno a sedermi su una sedia, l’escursione nella Cuba occidentale in sella la rifarei di nuovo.
Cuba occidentale
Il paesaggio pittoresco e bucolico, caratterizzato da piantagioni di tabacco, mogotes [che nella mia immaginazione sembrano tanti panettoni dai contorni dolci e soffici], palme, distese di verde e terra rossa, mi sono entrate nella mente e, come tiepidi raggi di sole, mi hanno scaldato l’anima. Lungo il percorso, ovviamente, ci sono state delle soste. Una tappa alla cueva del silenzio, nascosta all’interno di un mogote [nella Sierra de los Órganos], con una piscina naturale dall’acqua gelida ha lasciato il posto alla casa di Oreste, un campesino che ci mostra come si producono sigari e ci offre il coco-loco [acqua di cocco, succo d’ananas, rum, succo d’arancia e miele]. 

El ron es la gasolina de los cubanos.
Qui con 60 CUC potrei portarti a casa 30 sigari fatti a mano da Oreste. Una persona squisita dal dolce sorriso. E poi c’è suo nipote, il piccolo Orestino, un bimbo timido con il viso pieno di lentiggini che ti guarda curioso.
Cuba occidentale
Mi lascio dondolare dal vento seduta su una sedia a dondolo e, stanca, osservo le mie gambe completamente rosse, una terra che lascia il segno.
Nelle braccia il segno della T-shirt, davanti quello della collana. Ma tutto perde d’importanza, una notte di malanga frita e salsa ci attendono in questa Viñales dai contorni gentili e colorati.

Nella romantica e suggestiva Cuba occidentale, dove la campagna riempie di bellezza il tuo orizzonte, verrai sicuramente svegliato dal canto dei galli. A fatica inizio lentamente a prendere contatto con il mio corpo e ad alzarmi. Eloy ci bussa alla porta: El desayuno esta listo! Ci rifocilliamo, ci ricarichiamo e si va verso Cayo Jutias per una giornata di mare a 60 chilometri di Viñales.
Cuba occidentale
Una piccola isola, collegata alla terra ferma da un pedraplén, dove non è ancora arrivato il turismo di massa. Il tempo è nuvoloso e tira parecchio vento, lungo il tragitto ci accoglie la pioggia che lascia poi, delicatamente, spazio a un timido sole. Sabbia bianca e mare turchese che perdono vita allo sparire della luce. Ma l’importante non è prendere la tintarella ma godersi il momento, respirare quell’aria ricca di vibrazioni positive, conoscere un luogo, raccontare e ascoltare vite differenti che viaggiano lungo lo stesso binario.
Aspettiamo un timido raggio luminoso per tuffarci dove l’azzurro invade la mente. La giornata trascorre lenta e io sono a cercare di gustarmi ogni singolo battito. Il tempo passa in secondo piano e la giornata assume una lunghezza indefinita. Le nubi corrono veloci, il vento accarezza con forza la mia pelle bianco latte. Leggo, scrivo, osservo tutto, e, da lontano, una musica si alza leggere nell’aria. Prendo la macchina fotografica e inizio a passeggiare alla ricerca dell’inquadratura perfetta. Lungo questa delicata spiaggia di panna montata si trovano due ristoranti, un bar per snack veloci e un centro diving.
Ormai il cielo è completamente coperto e io mi lascio cullare da questo vento che scuote le pagine del mio diario di viaggio.

Il ritorno alla casa di Olga y Eloy. Una pioggia improvvisa inizia a cadere. Anche il suono di un temporale mi incanta in questa Cuba occidentale dai mille riflessi. La mente vola mentre mi godo la mia Cristal all’aria aperta.

Mentre la salsa vibra nell’aria tranquilla e rilassata di Viñales io mi accingo a preparare di nuovo lo zaino. Domani una nuova partenza, il nostro viaggio verso Occidente non finisce qui.

Una Buick azzurra del ’52 sfreccia fiammante attraverso la Cuba occidentale. Un ultimo saluto ai mogotes e la meta diventa Pinar del Río. Immersione in una vita d’altri tempi che qui è ancora reale. Una casa di legno, un tetto di lamiera, una cucina a carbone, una borsa termica che sostituisce il frigo e una conquista: l’arrivo di un water. Un viaggio del genere per apprezzare anche quello che per noi è quotidianità. Ma qui la normalità va vista da un altro punto di vista: questa, qui, è normalità e tutto quello che non hanno non manca, non serve, vivono lo stesso più felici di noi [che abbiamo troppo]. Questa è la vita del campesino a Pinar del Río.

Sulla strada che torna a L’Avana si incontra il complesso turistico ecosostenibile Las Terrazas. Costruito negli anni ’80 per riunire tutti i contadini della zona, una possibilità per loro di avere tutti i servizi necessari per vivere. Con il tempo questo luogo è diventato una sorta di villaggio, ha un pò perso la sua autenticità. Oggi qui potrai trovare un hotel, ristoranti, bar, dislocati in una immessa superficie verde smeraldo. I contadini sono rimasti ma ora lavorano per portare avanti questa impresa. Se desideri fermarti una notte qui ti suggerisco di prenotare in una delle meravigliose capanne situate vicino al fiume [non in hotel!]. Altrimenti potrai optare di fare come noi: una tappa qui per tuffarti in una delle piscine naturali che si trovano in mezzo a questo paradiso cubano.
Cuba occidentale
L’acqua che ti penetra nelle ossa e ti fa sentire vivo, la cascata che prepotentemente ti accarezza il collo, la natura che silenziosa ti osserva. Se hai in tasca la moneta nazionale qui puoi mangiarci al Loto bar dove vivrai un’esperienza di completa integrazione con i cubani che frequentano questo luogo.

Un’ora ancora di viaggio prima di rientrare nella bollente e rumorosa città de L’Avana, mi accartoccio e mi addormento sognando la mia Cuba occidentale.

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