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Cuba orientale

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Cuba orientale.

Sono le 6.10 e il nostro volo per Santiago de Cuba è in ritardo. Alle 8 un ultimo grande sorriso a L’Avana e si parte. Senza nemmeno rendermene conto apro gli occhi e sono già nella Cuba orientale.
Yaninia y Julian, i proprietari della casa particular, abitano proprio nel cuore pulsante della città. La Catedral de Nuestra Señora de La Asunción risplende imponente davanti ai nostri occhi. Santiago ribolle con i suoi 34° di fuoco. Camminare nelle ore più calde risulta impossibile e una Cristal all’ombra è la giusta soluzione per affrontare meglio la giornata.
Cuba orientale
Il Parque Céspedes, dove si affaccia anche la Casa de Diego Velázquez, racchiude un fascino coloniale e al tramonto assume tonalità che vanno dal rosa all’arancione e lo rendono così maledettamente affascinante agli occhi del viaggiatore che lo attraversa. Qui, di giorno e di notte, si vede scorrere la vita della città: dai musicisti che improvvisano una canzone in cambio di qualche spicciolo alle signore anziane che vendono cibarie varie.

La prime cose che noto appena inizio a girare la città sono:
molto meno turisti rispetto a L’Avana,
molta più presenza di ragazzi insistenti lungo le vie [ma basta un “no grazie” alle loro mille domande e proposte e il gioco è fatto].
Cuba orientale
Con il caldo che si appiccica addosso, lo smog dei motorini e delle macchine che sfrecciano nelle narici, procediamo per Calle Heredia. Guidati dalla musica raggiungiamo la Casa de la Trova prima e l’UNEAC, dove è presente una mostra di artisti locali, poi. Nella solita via ci sono anche la Casa Natale de José Maria de Heredia, la libreria la Escalera [un luogo ricco di storia e completamente tappezzato], il Patio ARTex [nel cortile interno fanno musica dal vivo e mojito a 2.50 CUC]. Attraversiamo Plaza de Dolores e arriviamo a Plaza de Marte. Da Don Antonio mettiamo subito in pratica i suggerimenti che ci ha dato il nostro amico David per non cadere in trappole per turisti [viaggiare con VeM fa la differenza!]. Un piatto di paella a 12 CUC a testa è davvero troppo, visto quanto abbiamo sempre speso nei giorni precedenti e così il cameriere torna e ci dice che con un piatto da 12 CUC possiamo mangiarci in due 😉

Se decidi di mangiare all’aperto devi essere consapevole che potresti vedere anche scena di vita comune che non fanno sempre bene al cuore. In Plaza Dolores mangiando una pizza e tomando una cervaza in un caldo martedì di marzo vedo con i miei occhi che questa zona della Cuba Orientale non vive di solo Carnevale e salsa. Diversi anziani rovistano nei bidoni, ragazzi scalzi si improvvisano musicisti per racimolare qualche spicciolo, alcune signore riempiono un sacchetto di plastica con vuoti di vetro […per avere un tozzo di pane in cambio]. La mia pizza finisce tra le mani di un signore affamato e la mia bottiglia in un busta di una signora disperata che non smette mai di sorridermi.

Santiago sei bella, strana e complessa, non rimarrai indifferente alla mia anima.

Quasi un chilometro a piedi lungo le strade bollenti di Santiago per raggiungere il Cuartel Moncada, la famosa caserma militare dove vennero sparati i primi colpi della rivoluzione di Castro. Cosa succedeva qui dentro? Come venne assalita questa caserma? Chi era il gruppo del 26 de Julio? Fidel, El Che, Cienfuegos che ruoli hanno avuto durante la Rivoluzione? All’interno del museo, situato qui, avrai la risposta a tante domande.
Cuba orientale
Santiago è anche il Balcón de Velázquez per una foto alla baia della città accarezzati dalla brezza marina, la celebre Scalinata Padre Pico, il Museo de la Lucha Clandestina in una ex stazione di polizia per conoscere la storia dei rivoluzionari di Santiago, il Museo del Carnevale con la storia e i costumi di questa festa che fa impazzire le strade in Luglio.
Cuba orientale
E poi ancora il Museo de la Imagen e il Castillo de San Pedro de la Roca del Morro da dove si ammira un meraviglioso panorama [la costa selvaggia di Santiago si imbatte imponente davanti al mio sguardo e il mio pensiero vola trascinato da infiniti meravigliosi ricordi].

Due ricerche estenuanti prendono poi forma: cercare una penna e una bottiglia d’acqua. Dopo essere entrata in almeno 6 locali, tra bar e supermercati, sto quasi per rinunciare a un sorso d’acqua e buttarmi su una Cristal e invece…il miraggio! All’interno di un centro culturale riesco a dissetarmi senza propendere, già dalle prime ore del pomeriggio, per una birra.
La ricerca della penna è ancora più improponibile. Provo in 10 diversi negozi ricevendo sguardi come se chiedessi oro e poi… un signore mi porta a casa sua e mi regala una penna. Non voglio crederci [peccato che poi durerà solo un giorno].

Questi episodi in viaggio aiutano ad apprezzare le piccole cose, quegli oggetti che noi spesso diamo per scontati e che altrove, magari, vengono considerati, come preziosi.
Cuba orientale
Condividere: una parola che vibra nell’aria e viene comunicata nei tantissimi murales socialisti che si trovano in giro per la città.
Anche Santiago ha la sua Plaza de la Revolución. Sedersi nelle bollenti gradinate per ascoltare i rumori della piazza, immaginarsela piena di gente, intravedere Fidel che parla al suo popolo.

Prima di andare a cena, prima di rinchiuderti all’interno di quattro mura, sali su una delle vette della città per ammirare un tramonto che fa bene all’anima e alla mente. Il Roof Garden Bar dell’Hotel Casa Granda regala suggestivi scorci e indimenticabili emozioni dipinte di giallo.
Cuba orientale
Sono le 20:30, è buio e gli operai lavorano ancora sul tetto di fronte alla nostra camera, i ragazzi frequentano un corso di inglese al Museo Arquidiocesano che si intravede dalla finestra, la piazza e la cattedrale vengono illuminate da lampioni che sparano una potente luce rendendole romantiche e incantevoli.

Santiago mi sta piacendo e con i suoi contrasti mi incanta.

Dopo cena per ascoltare un po’ di musica tradizionale la Casa della Trova è perfetta. Ma anche la Casa de las Tradiciones regala grandi attimi di infinita felicità e integrazione con un popolo che si scalda al ritmo di melodiche e sinuose note. Con un solo CUC si può assistere a concerti di musica dal vivo e respirare un’aria di festa, improvvisarsi ballerini o cantare in gruppo il ritornello di canzoni famose, bere un mojito o anche due. Le Converse rosse sfrecciano ed io apprendo passi di salsa, son e rumba, bevendo un mojito. Lui è Ernesto e per una sera sarà il mio insegnante di danze locali tra chiassose risate e sinceri abbracci. Apprendo velocemente e tengo il ritmo, parola di Ernesto…se lo dice lui provo a credergli 😉

Santiago es Santiago e mentre cala la notte un sorriso pende dalle mie labbra, felice di aver vissuto un’altra giornata in questa meravigliosa Cuba orientale. Grazie santiagueros!

La Cuba orientale avrebbe ancora tantissime tappe da non perdere e infiniti chilometri da percorrere ma purtroppo il tempo stringe e il centro dell’isola chiama.

Solo una veloce sosta a Bayamo. Un silenzioso centro storico con imponenti palazzi coloniali, le installazioni e le decorazioni che abbelliscono una città più antica de L’Avana e di Santiago. Proprio da qui partì la lotta per l’indipendenza.
Cuba orientale
Numerosi gruppi di bambini, con la divisa scolastica, passeggiano e giocano nel Parque Céspedes. Questa cittadina non è molto turistica e infatti si riesce a pranzare pagando anche con moneta nazionale [non dimenticare mai di averla con te perché potresti incontrare bar in cui chiedono di essere pagati solo con quella].

L’unico compromesso con la Rivoluzione è il popolo.

Tornerò un giorno da te Cuba orientale.
Vivrò ancora attimi di momentanea felicità che sono, per la mia anima, linfa vitale.
Ti abbraccio con affetto e ti conservo gelosamente nel cassetto più capiente della mia mente.