Viaggi e Web 2.0

Home Viaggi #iovolontarionelmondo In India dalla parte delle donne

In India dalla parte delle donne

, / 0

In India dalla parte delle donne.

“…è da più di un anno che seguo il tuo sito viaggioanimamente ed è stato veramente bello e appassionante leggere i tuoi articoli, mi ha interessato soprattutto la parte che riguarda iovolontarionelmondo, dove ho letto esperienze veramente incredibili…”

Così ho conosciuto Matteo che oggi è qui con noi per raccontarci la sua fantastica esperienza di volontariato in India.

Destinazione?
Mi chiamo Matteo Goffetti, ho 25 anni e abito a Guidizzolo, in provincia di Mantova. Sono sempre stato interessato al mondo del volontariato, ma non mi ero mai deciso veramente sul come e dove farlo, anche perché non avevo amici o conoscenti che avessero avuto esperienze in questo campo.

Fino a una calda giornata estiva di agosto 2016, quando stavo navigando su internet e mi imbattei per caso in un articolo che parlava del fenomeno del feticidio femminile in India.
Subito rimasi allibito e sconvolto, sia perché sono molto sensibile caratterialmente, sia perché non ero a conoscenza dell’esistenza di questo terribile fenomeno e non pensavo che la malvagità umana potesse arrivare a tanto.

Mi informai subito sull’argomento e venni a conoscenza delle cause di questo fenomeno, ossia il sistema delle caste e la dote che i famigliari della sposa devono pagare ai famigliari dello sposo in India.

Fu come una chiamata, volevo assolutamente fare qualcosa per i diritti delle donne in India, e decisi che da un anno a quella parte sarei dovuto partire, e così fu.

In India dalla parte delle donne

A fine agosto 2017, dopo un anno di preparativi, partii, anche se, non avevo preso contatto con nessuna associazione, mi ero scaricato solo una lista di orfanatrofi e per un anno, mi ero letto decine di articoli che parlavano della società Indiana e della cultura.
Volevo che fosse il caso a decidere dove sarei andato.

Arrivato a Delhi, l’impatto fu tremendo a livello mentale e fisico, la stanchezza del viaggio, unita alle scene di povertà estrema che vidi una volta arrivato nella capitale Indiana, furono devastanti per il mio fisico.

In particolare, il quartiere popolare di Paharganj, con persone povere ovunque in vicoli strettissimi, sporcizia, gente che dormiva su macerie di vecchi palazzi o in parte a cumoli di spazzatura di ogni tipo, e l’altra cosa incredibile era l’aria resa irrespirabile dall’odore mischiato con l’elevata umidità dell’aria.

Trascorsi una settimana nella caotica Delhi, poi contattai Susanna, una ragazza Italiana che ha un agenzia di viaggi a Delhi, le raccontai la mia storia e lei mi consigliò Mera Dil, una Onlus Italiana gestita da Lara a Jaipur.

In India dalla parte delle donne

Trascorsi più di un mese a Jaipur nella scuola di Lara, dove insegnavo le basi dell’inglese ai bambini e bambine del villaggio e facevamo attività di gioco e ricreative. Poi andai a visitare una scuola per ragazze a Pushkar gestita da un’altra ragazza Italiana, Emanuela. Infine, andai a visitare tre orfanatrofi femminili in Punjab, tutti e tre con presidenti Indiani. Mi colpì in particolar modo un orfanatrofio vicino a Chandigarh, perché mi diede l’impressione che quelle persone lo facessero veramente con amore e affetto per donare un futuro migliore a quelle ragazze, qui infatti erano ospitate 105 tra bambine e ragazze, dai 2 mesi di età, fino a circa i 20 anni.

In India dalla parte delle donne

Quanto costa questo viaggio?
Allora, per andata e ritorno, si riescono a trovare voli diretti a circa 700-800 euro.
Per quanto riguarda il costo della vita in India, generalmente è molto più basso rispetto all’Italia, dopo dipende quanto vogliamo spendere, ovvio però che non ci sono gli standard di pulizia che ci sono qua, però una camera di hotel accettabile, riusciamo a trovarla a circa 20 euro a notte, dopo si trovano anche strutture a molto meno, ma la pulizia degli ambienti comincia ad essere sotto la soglia dell’accettabilità. Altrimenti ci sono gli ostelli che costano pochissimo.

Poi ci sono vari fattori da tenere in considerazione, se vogliamo l’alloggio in una grande città o in un villaggio, se ci spostiamo molto durante il viaggio (gli spostamenti in treno e autobus generalmente non sono cari). Si trovano anche appartamenti in affitto a prezzi irrisori, anche se io personalmente non ho provato questa opzione.

Insomma, l’India è per tutte le tasche, dipende da quanto uno vuole spendere, anche se generalmente è poco cara.

Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
L’India non è una destinazione qualunque, non è come fare un viaggio in Europa, una volta arrivati là verremo messi alla prova, è per questo che è una meta che non va scelta a caso ma bisogna esserne motivati, se poi si decide di partire, non possiamo farlo dall’oggi al domani, serve un periodo di preparazione, bisogna informarsi sulla cultura del luogo (visto che molti Indiani considerano i turisti come dei portafogli ambulanti da spennare), leggersi articoli a riguardo, informarsi sui visti, assicurazioni sanitarie, medicinali da portare con noi e tutto il necessario da portare in valigia.
E anche quando avremo fatto tutto questo, non saremo mai pronti, perchè l’India saprà sempre stupirci in ogni suo attimo, niente di più vero del motto: Incredible India.

In India dalla parte delle donne

Come ti sei sentito al rientro?
È stato un altro contraccolpo fortissimo, perché sarei voluto restare ad aiutare quelle persone.

L’India ha molti aspetti negativi, come corruzione a livelli altissimi, mancanza di diritti per le donne, sistema delle caste, dote, ingiustizie sociali, tendenza da parte di molti Indiani a ragionare non con la propria testa ma tramite ciò che dice la religione o la casta di appartenenza.
Ma ci sono anche alcune cose positive, in quei villaggi, mi sono sentito amato da quelle persone, mi hanno donato loro stessi e tutto il loro affetto anche se versavano in povertà estrema e non mi conoscevano nemmeno.

In India dalla parte delle donne

Mi hanno dimostrato di considerare una persona per quello che è, e non per quello che ha. Qui in Italia invece, molta gente purtroppo guarda solo al denaro e ai beni materiali e si dimentica delle persone che le stanno intorno, con una vita frenetica dettata dai ritmi del lavoro che non permette alle persone di fermarsi a riflettere su cosa stanno facendo della loro vita e per cosa lo fanno, dimenticandosi quindi di pensare agli altri.

L’importante quindi, secondo me, è continuare, nel nostro piccolo, a fare qualcosa per aiutare le altre persone, sperando che tanti altri si aggiungano a questa causa. Dalle cose più piccole, si sono originate le più grandi, basta crederci con dedizione e il tempo ci darà ragione.

In India dalla parte delle donne

Sei più ripartito per altre esperienze simili?
No, è stato il primo viaggio che ho fatto in India, ma è come se si fosse aperto un altro capitolo della mia vita, ne sono rimasto talmente segnato da questa esperienza, che nei prossimi anni, voglio continuare a fare volontariato in India e in Italia per aiutare le donne Italiane e del subcontinente Indiano, infatti, sono un femminista convinto, e spero che un giorno alle donne di tutti i paesi del mondo vengano riconosciuti dei diritti.

In India dalla parte delle donne

Il mio sogno, è quello di riuscire a fondare una casa famiglia in India per ospitare le bambine orfane, le ragazze e le donne di strada, non so se riuscirò un giorno a fare questo o se rimarrà soltanto un sogno, io però continuerò a crederci e a fare il tutto per tutto per realizzare questo mio sogno.
Namastè

Grazie per aver condiviso con tutti noi la tua storia. Io ti auguro di riuscire un giorno a realizzare il tuo bellissimo sogno!
Spero, anche io come te, che il racconto della tua esperienza sia utile a qualcuno. E sicuramente lo sarà 😉 L’unione fa la forza e le belle persone come te sono sempre fonte di ispirazione per gli altri.

Ci sentiamo il prossimo mese con un nuovo articolo #iovolontarionelmondo! Stay tuned…

Hai fatto un’esperienza simile a quella di Matteo?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Matteo Goffetti]