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Lanzarote, terra di venti e vulcani

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Lanzarote, terra di venti e vulcani.

Arrivo a Lanzarote in poco meno di 4 ore. Volo comodo, veloce ed efficace per catapultarsi in un altro mondo.
L’isola ti sorprende quando sei ancora in cielo…come se un bambino si fosse divertito a costruire piccole montagne di sabbia sulla spiaggia, dall’isola spuntano come coni gli oltre cento vulcani.
La piu antica tra le Islas Canarias, Lanzarote è semplicemente elegante: indossa solo 4 colori e tutti ben abbinati. Il blu del cielo e dell’Oceano, il bianco delle piccole casette che come gruppi di formichine identificano i vari pueblos dell’isola.

Lanzarote, terra di venti e vulcani

Il verde in tutte le sfumature dei suoi cactus, palmeti, bassi prati e arbusti. Infine il nero della sua terra che la colora di non colore.

Patrimonio Mondiale della Biosfera conserva pressoché intatto il senso della natura selvaggia, della potenza infuocata della terra, della forza dei venti che sposta nuvole in un gioco continuo di ombre e luci restituite nelle altezze dei vulcani.

Lanzarote, terra di venti e vulcani

Un genio contemporaneo ne ha voluto conservare l’anima riuscendo ad intervenire sulla sua evoluzione urbanistica. César Manrique, l’artista architetto lanzarotiano ha voluto arredare la sua isola con spazi incredibili ricavati dalla terra. La casa museo, il giardino dei cactus, il mirador del rio e los Jameos de Agua. Tutti luoghi incredibili, che valgono da soli il viaggio.

Spiagge enormi, quasi infinite, surfisti, onde, cavalloni, risacche e tutte le colorazioni del blu.
Paesi dipinti, silenziosi, ordinati, bianchi e campesini. Teguise antica capitale col suo colorato mercato. Haria oasi bianca dai mille palmeti. Mancha Blanca affacciata sul mare e Yaiza col museo dell’aloe.

Famara, La Santa, Quemada sono tre chicche da non perdere oltre alle piu note Puerto del Carmen o Playa Blanca.

La Geria incanta con i suoi semicerchi disegnati con pietre laviche a secco, piccoli contenitori per tenere riparate le viti di uva malvasia. I loro rami rasentano la terra e mai vedrai margherite, gerani selvatici, o viti superare i pochi centimetri da terra. Perché è dal vento che si riparano. Soffia sempre, padrone di ogni spiaggia o golfo, padrone delle altezze dei vulcani…alimenta il fuoco.

Timanfaya è l’anima viva di Lanzarote. Quando entri nel parco e lo visiti percorrendone le piste capisci da dove veniamo. Sei una cosa sola con la terra. Col suo odore acre e pungente. Odore di fuoco e cenere. Vulcani solcati dal vento e segnati dai secoli. Ma che sembrano aver finito di gridare solo ieri. Voragini enormi ti avvolgono, crepe, buchi, spazi ignoti che sono stati bagnati dal fuoco liquido della lava.
La terra qui ha costantemente una temperatura di 20 gradi…è calda e la senti.

Poi mangi tapas, piccole patate bianche accompagnate dalle salse, birra locale, dolci concludendo con un “chupito” di rum aromatico locale.

Cammini dove il tempo sembra concepito per i ritmi e i tempi biblici dell’isola. Ascolti il mare accompagnato dal vento nei colori eclettici di Manrique sentendo l’odore della lava e coccolandoti gli occhi nel verde intenso della sua grassa vegetazione di piante alte, basse, larghe, strette, pungenti e soffici al contempo.

Lanzarote, terra di venti e vulcani.