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Volontariato a Cape Town

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Volontariato a Cape Town.

Anche Agosto sta lentamente scorrendo caratterizzato da un caldo umido che toglie il fiato ma io non mi dimentico di condividere con te una nuova storia per la rubrica #iovolontarionelmondo!
Pronto a leggere l’intervista di Mariagiovanna Mandara?
Scopriamo insieme chi è l’ospite del mese.
Volontariato a Cape Town
Mi chiamo Mariagiovanna Mandara, ho 26 anni, e sono un praticante avvocato a Milano. Mi sono laureata due anni fa alla Cattolica di Milano e, post laurea, ho sempre voluto fare un’esperienza all’estero che non fosse “la classica Londra”. Caso ha voluto che venissi a conoscere l’associazione Projects Abroad e, sempre il caso, ha voluto che da lì a poco ci fosse un incontro informativo a Milano e che parlassero proprio di un’esperienza di volontariato a Cape Town in uno studio legale. Superfluo sottolineare come il connubio Africa-studio legale sia stato il mio primo colpo al cuore e che pochi mesi dopo mi trovavo per davvero sull’aereo con destinazione Cape Town.
Quando sono tornata ho inziato il praticantato a Milano, occupandomi prevalentemente di diritto civile e del lavoro. Oggi sto proseguendo su questa strada che mi piace molto e mi appassiona, faccio parte anche di AGAM – Associazione Giovani Avvocati di Milano con la quale collaboro attivamente ormai da due anni. Ad ogni modo, la voglia di ripartire è rimasta e quindi non escludo che in un futuro prossimo farò un altro click per un’altra esperienza di volontariato.

Mettiti comodo e continua a leggere e scoprire l’esperienza di volontariato a Cape Town di Mariagiovanna.
Volontariato a Cape Town
Destinazione?
Cape Town – SA

Obiettivo del campo lavoro?
Ho lavorato come volontaria in uno studio legale che prestava assistenza gratuita ai soggetti meno abbienti.
Volontariato a Cape Town
Con che associazione sei partita?
Projects-Abroad.

Quanto costa questo viaggio?
Il progetto, compreso di vitto e alloggio, è intorno a € 2.000,00. A ciò bisogna aggiungere il volo e gli extra. è un investimento, certamente. Infatti questo è stato il mio regalo di laurea e ho barattato il desiderio di mio padre (un orologio Rolex) per questo viaggio e tornando indietro rifarei la stessa scelta altre mille volte. Quello che questa esperienza ti lascia dentro non è paragonabile minimamente a qualsiasi oggetto materiale. È una ricchezza infinita fatta di sensazioni, di profumi, di sorrisi, di crescita e riflessione interiore.
Volontariato a Cape Town
Quali erano le attività del campo lavoro?
Il progetto si divideva in due parti: Legal Justice e Social Justice. Il primo era essenzialmente lavoro di studio (redazione di lettere, colloqui telefonici e in studio con i clienti, ricerche giurisprudenziali, partecipazione alle udienze, ecc). In particolare io ho avuto anche l’occasione di lavorare con una ragazza danese, anch’ella volontaria, a un atto di appello per un caso di assalto. 
Il Social Justice prevedeva la pianificazione con gli altri volontari di progetti e/o giochi per i bambini/ragazzi detenuti nelle carceri tali da poter insegnare dei valori quali la collaborazione, l’ascolto, il rispetto e l’aiuto reciproco. Contestualizzando, in Sud Africa si può andare in carcere a 8 anni (!!), quindi l’unica cosa da fare è sensibilizzare. A ciò si aggiungeva la consulenza legale direttamente nelle township per coloro che non potevano permettersi di raggiungere lo studio con i mezzi propri nonché presso un centro di accoglienza per donne violentate e scappate da situazioni familiari tutt’altro che pacifiche per aiutarle nelle richieste di separazione/divorzio e richieste di mantenimento.

Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
Non ci sono raccomandazioni particolari, soprattutto per quanto riguarda i vaccini. Se si rimane nelle città, non è necessario fare alcuna profilassi antimalarica (io bevevo addirittura l’acqua del rubinetto, è potabile…e lo posso testimoniare!), né alcun vaccino particolare (ecco, magari fare attenzione ai vari richiami, se scadono in quel periodo). Ho fatto anche un safari nella zona della Garden Route e non ho dovuto fare nulla. Se invece si organizza un safari nel Kruger park, allora sì, è necessaria la profilassi ma è possibile anche farsi fare una ricetta in loco in caso di decisione last minute e costa decisamente meno che in Italia.
Volontariato a Cape Town
Come ti sei sentita al rientro?
Nostalgica. Il rientro è stato abbastanza turbolento: ho prolungato la mia permanenza in Cape Town di 20 giorni posticipando il volo perché non volevo più tornare, ma “i doveri” di casa mi chiamavano e avevo un’iscrizione all’Ordine degli Avvocati che scadeva e non potevo perdere un anno dopo tutta la fatica che avevo fatto per laurearmi in tempo. E così sono tornata in Italia e nel giro di una settimana ho iniziato il praticantato a Milano. È stata dura ma alla fine ero contenta perché avevo una ricchezza interiore che superava tutto, andava decisamente oltre le difficoltà.
Volontariato a Cape Town
Sei più ripartita per altre esperienze simili?
Purtroppo no. Il praticantato e l’esame di stato mi hanno legato all’Italia ma è solo un periodo. Ho già in programma un’altra esperienza di volontariato in giro per il mondo.

Grazie Mariagiovanna per aver partecipato al mio progetto #iovolontarionelmondo e per aver condiviso la tua esperienza di volontariato a Cape Town.

Ci sentiamo a settembre per la prossima intervista.
Che esperienza ci racconterà il nuovo ospite?
Stay tuned!

Hai fatto un’esperienza simile e vuoi raccontarcela?
Contattami e ti intervisterò molto volentieri nei prossimi mesi!

[Photo credits: Mariagiovanna]