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Volontariato in Africa

Volontariato in Africa.

Alla rubrica #iovolontarionelmondo il caldo, le alte temperature e l’umidità non fanno paura.

Per il mese di Luglio è con noi Giorgia Ficorilli, 18 anni, nata a Sulmona [provincia de L’Aquila].
Ho avuto l’opportunità di conoscere questa giovane amica sul web e sono stata davvero felice quando ha accettato il mio invito a partecipare al progetto e a raccontarci la sua esperienza di volontariato in Africa.
Volontariato in Africa
Giorgia vive con la famiglia [genitori e Domenico, fratello di 17 anni] a Sulmona. Ha frequentato il liceo scientifico E. Fermi e si è diplomata quest’anno! A Settembre proverà il test di medicina a L’Aquila, sperando vivamente di rientrare…in bocca al lupo viaggiatrice!

Senza perdere altro tempo lascio la parola alla protagonista di oggi che ci racconta la sua esperienza di volontariato in Africa.

Destinazione?
Africa, Ghana, Cape Coast.

Obiettivo del campo lavoro?
Progetto di volontariato medico: immergersi totalmente in una realtà del terzo mondo toccando con mano i disagi della popolazione, in particolare le persone malate. Imparare specifiche procedure mediche [quali test della malaria, riconoscimento immediato del gruppo sanguigno, sintomi e cure delle più comuni malattie del posto]. Conoscere posti diversi, nuove persone, assaporare piatti tipici, vivere usanze e culture diverse!
Volontariato in Africa
Con che associazione sei partita?
Projects Abroad.

Quanto costa questo viaggio?
Circa 3000 euro.

Quali erano le attività del campo lavoro?
Durante la mia esperienza di volontariato in Africa ero solita intrattenere, giocare e medicare bambini di orfanotrofi e scuole locali!
Volontariato in Africa
Visitare gli ospedali del posto e seguire passo passo il lavoro dei vari medici e infermieri [una sorta di nostro tirocinio]. Nei campi di lebbrosi abbiamo aiutato i malati fasciando e pulendo le ferite o massaggiando gli arti amputati. Ci hanno portati da alcune comunità che vivono a km dai centri abitati e non possono dunque recarsi in ospedale, se non in casi straordinari: lí abbiamo visitato tutti coloro che ne avevamo bisogno [e ne erano veramente tantissimi, tutti contentissimi del nostro arrivo], fatto i test della malaria e lasciato loro medicinali, cerotti o pomate varie. Nel tempo libero potevamo riposarci, stare in casa, fare un giro nel nostro quartiere o riunirci con gli altri volontari!!

Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
Vaccini e percorso di preparazione e informazione online garantito dall’associazione. [Consiste nell’essere affidati ad un tutor, nonché membro dell’associazione, che sarà a completa disposizione, via e mail o telefonicamente, per qualsiasi tipo di necessità…ti guiderà nella preparazione e ti fornirà una guida specifica da leggere riguardante destinazione e regole da rispettare durante il soggiorno].

Come ti sei sentita al rientro?
Al rientro sono stata molto triste di dover tornare alla mia quotidianità, monotona e vuota in confronto ai giorni passati in Ghana.
Volontariato in Africa
Mi è mancato tutto di quel viaggio: dalle persone con cui mi sono legata, alle “docce” fatte con i secchi d’acqua, al riso bianco che era il nostro pasto quotidiano. Al tempo stesso mi sono sentita molto più sicura di me, autonoma e felice! Ho riflettuto molto e iniziato ad apprezzare di più cose che il benessere porta a dare per scontate, ma così non sono!

Sei più ripartita per altre esperienze simili?
Purtroppo, causa scuola, ancora non ne ho avuto modo…ma sto progettando di ripartire appena possibile!

L’esperienza di volontariato in Africa di Giorgia mi ha trasmesso una carica e una energia allucinante! E a te, ha fatto lo stesso effetto!? Ti ringrazio con tutto il cuore ancora una volta per aver partecipato alla mia rubrica #iovolontarionelmondo… e spero di conoscerti un giorno!

Ci sentiamo ad Agosto per una nuova intervista e a fine mese con una nuova proposta di viaggio di volontariato!

Hai già fatto un’esperienza simile a quella di Giorgia?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Giorgia Ficorilli]