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Volontariato in Cambogia

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Volontariato in Cambogia.

L’ultima intervista del 2015, per la rubrica #iovolontarionelmondo, è della travel blogger Valentina Miozzo del blog Viaggiare Libera.
Chi è Valentina?
Volontariato in Cambogia
Una ragazza carica di energie positive che ogni anno viaggia per almeno 2-3 mesi! Lei ama il rispetto, l’umiltà, la semplicità, l’accoglienza e l’entusiasmo.
Viaggiare è una continua ricerca, come la vita. Grande amante della natura mi sento un pesce fuor d’acqua nelle città, devo essere sempre a contatto con alberi e animali per sopravvivere!
Oggi Vale è con noi per raccontarci la sua esperienza di volontariato in Cambogia!
Pronto? 3,2,1…eccola!

Destinazione?
Cambogia.
Phnom Tamao Wildlife Rescue Centre, 40km dalla capitale Phnom Penh.

Obiettivo del campo lavoro?
Il centro ospita gli orsi asiatici recuperati dai bracconieri e dalle cosiddette “fattorie della bile”. L’orso asiatico subisce le peggiori torture a causa della sua bile, utilizzata nella medicina e nella cosmesi cinese; questi orsi vengono catturati e tenuti in gabbie piccolissime anche per 20-30 anni, con un catetere fisso per estrarre quotidianamente la bile. Un vero orrore.
L’obiettivo del centro è quello di dare una vita dignitosa agli orsi che riescono ad essere salvati, mantenendoli in uno stato semi-brado e, quando possibile, reintrodurre in natura quei pochi esemplari che potrebbero sopravvivere in libertà.
Volontariato in Cambogia
Con che associazione sei partita?
Mi trovavo già in Cambogia quando ho letto di Free The Bears – attiva anche in Vietnam e in Laos – e ho deciso di contattarli per chiedere informazioni. Mi ha risposto Emma, che mi è venuta a prendere a Phnom Penh e assieme siamo andate al centro di riabilitazione per gli orsi, che si trova all’interno di un parco che ospita anche altri animali, sempre recuperati da situazioni spiacevoli (purtroppo i cambogiani lo considerano semplicemente uno zoo).
Volontariato in Cambogia
Quanto costa questo viaggio?
E’ possibile partecipare anche solo per un giorno aderendo al progetto “BearKeeper for a day” o soggiornare da 1 a 4 settimane. I costi partono da 50€ giornaliere, 500€ circa per una settimana, fino a 1.500€ per un mese. Apparentemente sembra molto costoso, ma è da considerare che è incluso l’alloggio nella splendida volunteer house in un villaggio rurale vicino al centro, dotata di cucina e piscina. Sono incluse anche colazione e cena e il trasporto da Phnom Penh. Sabato e domenica sono giornate libere. Il centro va avanti grazie al lavoro e alle quote dei volontari, sono soldi spesi bene e sarà un’esperienza unica. Io viaggio low-cost, ma quando si tratta di dare il mio contributo ad associazioni serie – e allo stesso tempo arricchire il mio bagaglio culturale ed esperienziale – non mi faccio particolari problemi e se posso permettermelo partecipo ai progetti.
Volontariato in Cambogia
Quali erano le attività del campo di volontariato in Cambogia?
Non immaginatevi orsetti da coccolare, parliamo di orsi enormi che hanno subito i peggiori maltrattamenti, quindi non sarete autorizzati a toccarli, sarebbe pericoloso. Vedrete sempre gli orsi a distanza ravvicinata, ma ci sarà sempre una rete che vi separa.
Il lavoro consiste nell’aiutare i bearkeeper professionisti nella manutenzione del parco, pulizia delle aree destinate agli orsi, dare da mangiare agli orsi riempiendo delle sfere che vengono lanciate nei grandi recinti.
Volontariato in Cambogia
Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
Non è necessaria nessuna preparazione specifica, arrivati al centro vi verranno date tutte le informazioni necessarie e verrete seguiti costantemente. Consiglio comunque di informarsi sulla situazione degli orsi della luna, dell’uso della bile nella cucina, nella medicina e nella cosmesi cinese, così da arrivare informati, anche se comunque appena arrivati sarà dedicato del tempo proprio per spiegarvi questa triste storia. E’ anche utile imparare qualche parola in khmer, così da poter comunicare meglio coi beerkeeper, che sono cambogiani.

Come ti sei sentita al rientro?
Sono stata contenta dell’esperienza, perché è grazie a queste associazioni che cambiano le cose. Se non esistono più gli orsi ballerini (la cui pratica di addestramento è di una crudeltà micidiale) è proprio grazie alle associazioni animaliste asiatiche che vanno avanti grazie al lavoro e alle donazioni dei volontari.

Sei più ripartita per altre esperienze simili?
Non sono più riuscita a smettere. Sono stata in Thailandia a fare volontariato con gli elefanti, in Malesia coi cani, in Indonesia con gli oranghi! Ora mi trovo in India e tra poco sarò in Nepal dove ho già preso contatti con un’associazione che si occupa dei cani randagi di Kathmandu.

Il volontariato con gli animali occupa, nella vita di Valentina, un grandissimo spazio!
Grazie Vale per aver condiviso con noi questa tua meravigliosa esperienza di volontariato in Cambogia … la tua intervista servirà sicuramente a dare la giusta carica a tutti quelli che sognano esperienze simili ma non sono ancora mai partiti.

Ci sentiamo presto con un nuovo articolo …!

Hai fatto un’esperienza simile a quella di Valentina?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Valentina Miozzo]