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Volontariato in Malawi

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Volontariato in Malawi.

Fuori dalla finestra il cielo è grigio ma dentro il mio cuore vedo una luce immensa. E’ arrivato il momento di raccontare una nuova stupenda storia per la rubrica #iovolontarionelmondo.
Questo mese è con noi Valentina Meloni del blog Travel Upside Down. “Ho la Sardegna e la Liguria nel cuore e l’orizzonte in continuo cambiamento“: ecco le parole con cui Valentina si descrive nel suo blog.

Pronto? Leggi l’esperienza di volontariato in Malawi di Valentina!
Volontariato in Malawi
Destinazione?
La mia destinazione è stata l’Africa e precisamente il suo cuore caldo, il Malawi. Non tutti conoscono questo piccolo stato situato a sud-est del Continente ma ti assicuro che è un piccolo gioiello immerso nella natura e molto accogliente.

Obiettivo del campo lavoro?
Nel 2009 studiavo “Comunicazione internazionale” e in procinto di scrivere la tesi, decisi che non mi bastava un semplice copia e incolla di nozioni trovate su Internet o una rielaborazione di concetti scritti da altri. Decisi che volevo vedere con i miei occhi l’applicazione pratica di alcune idee in cui credevo. Sono giunta in Africa grazie ad una borsa di studio che mi ha permesso di svolgere sul posto le ricerche per la mia tesi di laurea. Ho avuto pertanto la preziosa opportunità di vivere in prima persona il lavoro del Progetto Paw [Project African Wilderness] nella Riserva di Mwabvi e conoscere a fondo le tematiche inerenti questo progetto di sviluppo sostenibile.
Volontariato in Malawi
Con che associazione sei partita?
Per la mia esperienza di volontariato in Malawi, sono partita attraverso il progetto “Paw”. Questa organizzazione fu creata nel 2004 per proteggere e riabilitare la “Mwabvi Wildlife Reserve“, situata nel sud del Malawi al confine del Mozambico. Lo scopo è di salvaguardare il prezioso eco-sistema della Riserva, lavorando con le comunità locali, un team di volontari nazionali e internazionali, il Governo del Malawi e il Dipartimento dei Parchi Nazionali [DNPW], integrando soluzioni dal punto di vista sociale, economico e ambientale per creare un futuro sostenibile per Mwabvi, migliorando le condizioni di vita delle comunità che vivono ai margini della Riserva.
Volontariato in Malawi
Quanto costa questo viaggio?
Le spese di viaggio sono abbastanza alte, soprattutto per quanto riguarda i voli da prendere per raggiungere una località così remota. Servono almeno 3000 – 3500 Euro. La vita, una volta giunti sul posto, è davvero molto economica e adatta a tutte le tasche. Ma i voli, quelli non sono per tutti. Invito, quindi, tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza di studio, volontariato e ricerca fuori dall’Italia, a cogliere le opportunità riservate a studenti o giovani entro una certa età. Si tratta di Borse di Studio Nazionali o fondi Europei che possono aiutarti a vivere un’esperienza unica, professionale e di vita, che magari non potresti permetterti con i tuoi soli risparmi. La mia borsa di studio era riservata solo ai residenti nella Regione Sardegna, ma sul sito del Ministero degli Esteri Italiano, si possono trovare molte borse a fini di studio o professionale. Non perdere quest’opportunità!

Quali erano le attività del campo di lavoro?
Il Progetto Paw mira a recuperare e salvaguardare la riserva di Mwabvi inserendola in un piano di sviluppo eco-turistico. Durante la mia esperienza di volontariato in Malawi ho potuto osservare e documentare il lavoro svolto per costruire un’area camping e lodges, in cui i visitatori potessero sostare, nel pieno rispetto del territorio e contribuire pertanto a un possibile sviluppo eco-turistico della zona. Il coinvolgimento della popolazione locale ha fatto in modo che tutto ciò portasse dei benefici a tutti i villaggi della zona, grazie alla diffusione del sapere durante questa esperienza di lavoro.
Volontariato in Malawi
Tra le altre attività portate avanti dal progetto vi è quella di sostegno a favore degli orfani dei villaggi che circondano la riserva; il progetto Paw interviene anche a livello umanitario laddove ci siano bambini che a causa della perdita dei genitori si trovino in difficoltà. L’aspetto educazionale e di sostegno alle popolazioni è molto importante al fine di proteggere il territorio; solo insegnando a esse quali benefici si ricavino dalla conservazione del territorio in cui vivono, si può assicurare un futuro ai loro figli e una totale salvaguardia della preziosa flora e fauna locali. Non ultimo, l’aspetto ambientale del progetto, prevede la reintroduzione di mammiferi nell’area e il monitoraggio della vegetazione originaria per evitare che la flora esotica prenda il sopravvento.

Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?
Fare attenzione alla burocrazia. Ottenere i visti in tempo, se sono previsti, e fare tutte le vaccinazioni obbligatorie. Io mi dimenticai di fare un vaccino e lo feci l’ultimo giorno disponibile col rischio di non poter entrare nel paese dato che era obbligatorio. Accordarsi bene con l’Organizzazione ospitante senza dimenticare di prendere nota di tutti i numeri utili per contattarla all’arrivo. Ed infine, prepararsi dentro di sé ad un’esperienza unica. Ancora ricordo, con felicità, la notte africana durante la mia esperienza di volontariato in Malawi. Il cielo limpido e stellato a due passi da me. Intorno solo vegetazione incontaminata per chilometri e in sottofondo, il rumore della vita selvaggia che pulsava in quei luoghi remoti.
Volontariato in Malawi
Come ti sei sentita al rientro?
Felice. Una notte, mentre dormivo nel mio alloggio all’interno della Riserva [era una struttura con le mura composte da pareti tipo zanzariere e quindi, una sorta di camera protetta ma all’aperto], pensai a quanto mi sentissi felice, lontano da tutte quelle cose materiali che quando siamo a casa ci imprigionano e ci rendono schiavi. Avevo un telefono vecchio ed ero isolata dal mondo; le privazioni ci sono state ma non le ho sofferte, anzi, le ho ringraziate. Una volta tornata a casa, desiderai essere ancora là.

Sei più ripartita per altre esperienze simili?
Precedentemente ero stata in India come operatore umanitario. In seguito, sono stata in Estonia a svolgere un ruolo diverso per l’Ambasciata Italiana ma sempre inerente la cooperazione interculturale. Il mio desiderio però è tornare in aree povere perché so che è il luogo adatto a me e mi piacerebbe lavorare nell’ambito umanitario.
volontariato in malawi
Mi piacerebbe scrivere un pensiero finale. Io sono partita prima a 20 anni, poi a 23 e in seguito a 25. Ero giovane e mi sentivo piccola al cospetto di un mondo che spesso ci pare una giungla pronta a divorarci. Avevo paura perché nessuno nasce coraggioso ma credevo moltissimo nei miei ideali. Sono queste piccole azioni che seppur insignificanti cambiano il mondo. Non avere paura di seguire il tuo desiderio di comprendere la realtà che ti circonda e di vederla da vicino. Se in te pulsa il desiderio di aiutare qualcuno, guardati attorno ogni giorno della tua vita e dai il tuo contributo. Quando poi senti la spinta verso l’esplorazione, scegli una zona tranquilla dal punto di vista sociale e politico [per le aree più critiche bisogna essere esperti, non improvvisare] e sii pronto a prendere ogni difficoltà col sorriso in modo tale che il tutto si trasformi in una bellissima esperienza di vita 🙂

Mi sono davvero commossa a leggere le stupende parole di Valentina. Grazie per aver partecipato alla mia rubrica #iovolontarionelmondo e per aver condiviso la tua esperienza di volontariato in Malawi.

Ci sentiamo a fine maggio con una sorpresa per il progetto e per i lettori di Viaggio AnimaMente. Le idee si moltiplicheranno e la tua voglia di partire per una esperienza di volontariato crescerà a dismisura.

Hai fatto un’esperienza simile a quella di Valentina?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Valentina Meloni]