Viaggi e Web 2.0

Home Viaggi #iovolontarionelmondo Volontariato internazionale, un mondo delicato

Volontariato internazionale, un mondo delicato

, / 0

Alzi la mano chi non ha mai pensato di vivere un’esperienza di volontariato all’estero!

Volontariato internazionale

Il volontariato internazionale coinvolge ogni anno sempre più persone, desiderose di scoprire il mondo, dando allo stesso tempo un piccolo contributo allo sviluppo delle comunità locali che li accolgono. Noi volontari partiamo sempre con le migliori intenzioni, con la speranza di crescere come persone e cittadini del mondo, mettendo le nostre capacità al servizio di un progetto solidale.

Ogni anno, sono circa 1.6 milioni gli individui che decidono di fare volontariato in un paese straniero. Tale mobilitazione di risorse umane contribuisce ad alimentare un’industria (perché di un’industria si tratta) di ben 2 miliardi di dollari americani all’anno. A beneficiarne sono soprattutto le agenzie di viaggi che si occupano di collocare i volontari all’estero, le Ong di volontariato internazionale ed in parte minore le Ong che accolgono i volontari in loco.

Ma allora cosa conta di più? La passione disinteressata del volontario, o l’opportunità economica che questi rappresenta?
La domanda è sicuramente ambigua: senza dubbio il motore del volontariato è, e sempre sarà, l’impegno dei volontari. Tuttavia, sarebbe ingenuo trascurare i fattori economici, che hanno un considerevole impatto nel modo in cui i programmi di volontariato vengono strutturati.

Come individui che credono nei valori della solidarietà e della collaborazione, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla “commercializzazione del volontariato” e dobbiamo sviluppare una coscienza critica che ci aiuti a discernere i programmi di sviluppo responsabili e sostenibili dalle iniziative poco trasparenti.

Volontariato internazionale, un mondo delicato

Foto fornita da Ayni Cooperazione, tratta dalla campagna di sensibilizzazione contro l’orphanage tourism di ThinkChildSafe.com

Capire la commercializzazione del volontariato all’estero

Sebbene possiamo essere portati a pensare che il volontariato sia sempre e comunque benefico per le comunità coinvolte, purtroppo non è così. Il volontario fornisce un utile e prezioso servizio nella misura in cui riesce a contribuire concretamente al benessere dei beneficiari e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo.
Ciò dipende in gran parte dall’associazione (o entità) che pianifica e propone il programma di volontariato, che dovrà essere sviluppato tenendo conto di un certo numero di fattori, tra i quali la vulnerabilità dei beneficiari coinvolti, la formazione dei volontari e la pianificazione strutturata dell’intervento. Se l’entità responsabile per la pianificazione non prende le necessarie precauzioni e non investe nella corretta pianificazione dell’intervento, la presenza dei volontari sul campo potrebbe rivelarsi negativa per i beneficiari coinvolti, nonostante le migliori intenzioni.

Molti penseranno: “È possibile che un’associazione che si occupa di volontariato non sappia o non si adoperi per la pianificazione di un programma di volontariato che rispetti e favorisca la popolazione locale?
Purtroppo è ormai sempre più diffusa l’identificazione del volontariato come un servizio per il volontario, piuttosto che un contributo al raggiungimento di un obiettivo di utilità sociale. È come se la soddisfazione dei volontari fosse più importante delle effettive necessità della popolazione locale.

Il mondo del volonturismo fornisce numerosi esempi a suffragio di questa tesi. Non sono poche le testimonianze che descrivono come volontari impreparati intervengano in contesti troppo delicati (orfanotrofi, per esempio) o vengano invece assegnati a progetti privi di struttura e obiettivi concreti.

Volontariato internazionale, un mondo delicato

Immagine fornita da Ayni Cooperazione, tratta dalla campagna di sensibilizzazione contro l’uso improprio dell’immagine di SAIH

Il volontariato all’estero non è un gioco da ragazzi

Sfortunatamente le cose possono andare anche peggio.
Il volontariato internazionale è stato al centro di gravissimi scandali, come quello portato alla luce dall’Ong Lumos (fondata da J.K. Rowling, la creatrice di Harry Potter). Lumos ha infatti recentemente denunciato che un certo numero di orfanotrofi di Haiti, aperti in seguito al disastroso terremoto, ospitavano bambini che non erano affatto orfani. I truffatori avevano sottratto i minori alla loro famiglie con la falsa promessa di migliori opportunità educative, per poi approfittare della loro presenza per attrarre volontari paganti.

I volontari sono a volte completamente ignari dell’esistenza di questi problemi. Si affidano ad agenzie e programmi organizzati con la massima fiducia, senza valutare la sostenibilità di tali esperienze. Lasciandosi influenzare da messaggi promozionali di dubbia morale e dai resti di una cultura post-colonialista, alcuni volontari si credono “redentori”, giunti a portare luce in un contesto arretrato e primitivo.

Sono rimasta particolarmente colpita da questo post:
Uno dei momenti più felici della tua vita è stato probabilmente quando hai conosciuto me ed i miei amici. Mi spiace dirti che è probabile che non ci incontreremo mai più. Tra due anni conoscerai un uomo adulto che non avrai mai visto prima e avrete un bambino… se sei fortunata…probabilmente ti lascerà in pace… nella tua piccola casetta fatta di fango ed alberi. Probabilmente venderai il tuo corpo ad un altro per guadagnare qualche soldo per il tuo bambino”.
Un volontario su Instragram (Stanford Daily)

Organizzatori e volontari: i ruoli differenti

È compito degli organizzatori di esperienze di volontariato far sì che i volontari approccino il loro ruolo con la giusta dose di umiltà, entusiasmo e dedizione, così come è loro compito fornire opportunità di formazione e selezionare i candidati, lasciando a casa gli individui impreparati.

Insomma, è compito degli organizzatori proteggere le popolazioni vulnerabili ed assicurarsi che i volontari possano veramente contribuire in modo costruttivo al benessere della comunità ed allo sviluppo sostenibile.

Anche noi volontari, però, possiamo contribuire. Da parte nostra, dobbiamo comprendere i delicati equilibri che contraddistinguono la cooperazione internazionale e fare del nostro meglio per non sostenere nessun tipo di attività irresponsabile.

Volontariato internazionale, un mondo delicato

Foto fornita da Ayni Cooperazione, tratta dalla campagna di sensibilizzazione contro il volonturismo di SAIH

Usa il portale del volontariato internazionale responsabile per la tua prossima missione all’estero: Ayni Cooperazione.

[Articolo scritto da Ayni Cooperazione]