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Volontariato in India

Volontariato in India.

Un altro mese è passato ed è arrivato il momento di intervistare un nuovo amico di Viaggio AnimaMente per la rubrica #iovolontarionelmondo. Oggi è qui con noi Francesco Minghini.
Volontariato in India
Conosciuto personalmente durante il viaggio in Giordania, Francesco è romagnolo di origine, cuore e spirito e milanese per lavoro. Marketing, eventi e social media lo tengono occupato tra un viaggio e l’altro. Le sue parole: “Quando ho aperto il mio blog Trip it Easy volevo solo sdebitarmi con tutti quelli a cui avevo chiesto consigli e informazioni, ma oggi alla passione per i viaggi si è unita anche quella per la scrittura.
Per me è ormai un amico e sono stata davvero felice quando ha accettato il mio invito a partecipare a questo progetto raccontandoci la sua esperienza di volontariato in India.
Lascio a lui la parola.

Destinazione?
Ero da poco stato in India nel Rajasthan e sentivo che questo luogo non mi aveva conquistato, ma aveva bisogno di essere scoperto e conosciuto più in profondità, quindi quando mi è venuta l’idea di fare un’esperienza di volontariato ho scelto proprio l’India e nello specifico, tra le varie opzioni, mi sono ritrovato abbastanza casualmente a Bangalore.

Obiettivo del campo lavoro?
Durante l’esperienza di volontariato in India, il nostro compito primario era quello di contribuire al benessere e allo sviluppo di uno slum, una baraccopoli, nella periferia della città. Qui, tra mancanza di servizi igienici, luce e acqua, le persone hanno bisogno di una mano per rendere più piacevole e confortevole la loro comunità che, seppur malandata, è in fondo la loro casa e il loro mondo.
Volontariato in India
Con che associazione sei partito?

Sono partito con lo Yap – Youth Action for Peace – di Roma. Ragazzi in gamba, semplici, alla mano che, insieme ai loro colleghi indiani, hanno curato in maniera ottimale l’organizzazione logistica e pratica del campo di lavoro di volontariato in India. Se posso fare un appunto, invece, la parte più pratica relativa alle tipologie di lavoro e alla divisione delle mansioni era un po’ confusionaria, ma niente di grave.

Quanto costa questo viaggio?

Oltre al volo, poco. Si paga una quota di 100 euro allo Yap per l’organizzazione e altri 160 circa in loco per coprire le proprie spese di vitto e alloggio (molto spartani!). Poi vivere in India non costa nulla e anche viaggiare nei weekend o alla fine del campo di lavoro di volontariato in India ha veramente costi contenuti. Pagando €600 il volo io ero stato dentro ai 1000/1200 euro.

Quali erano le attività del campo lavoro?

L’attività principale del campo lavoro di volontariato in India era quella di insegnamento dell’inglese alla scuola elementare, un compito sulla carta molto facile, ma in realtà massacrante visto il livello di esuberanza dei bambini. Oltre a questo, ci occupavamo di dipingere la scuola, pulire le strade, piantare gli alberi e, in generale, qualsiasi cosa potesse aiutare e intrattenere i bambini che erano un po’ il fulcro della comunità e del campo di lavoro.
Volontariato in India
Cosa bisogna fare prima di partire per un viaggio come questo?

Io ho partecipato a due giorni di formazione – molto utili – a Roma per prepararsi a questa esperienza di volontariato in India che è veramente forte sia sotto il punto di vista fisico che psicologico. Per il resto, bisogna riflettere bene se è la scelta giusta e se è il momento giusto per voi. Consiglio di non prendere la cosa sotto gamba o di buttarcisi per fare un viaggio un po’ particolare, ritrovare se stessi e altre cavolate pseudo filosofiche. Bisogna volerlo ed esserne convinti.

Come ti sei sentito al rientro?

Stanco morto, avevo bisogno di una vacanza. Le condizioni di vita nello slum erano pesanti a partire dal cibo, passando per pulizia, malattie e tralasciando le comodità che non esistevano. Questo non è dipeso solo dal campo in sé, ma anche e soprattutto dal paese. L’India, dove sono poi tornato per la terza volta, è un paese meraviglioso, ma che può mettere a dura prova.

Sei più ripartito per altre esperienze simili?

E’ stata un’esperienza molto arricchente e interessante, ma ho capito i miei limiti e ho realizzato di non essere in grado di vivere una vacanza/viaggio in questo modo. Mi piacerebbe invece fare qualche piccola e più breve esperienza di volontariato naturale. Ci ho provato quest’estate in Costa Rica con il pattugliamento delle spiagge per raccogliere le uova di tartaruga, ma c’è stata una tempesta di vari giorni che mi ha impedito di salvare piccoli tartarughini indifesi!
Volontariato in India
Grazie Francesco!
La tua esperienza di volontariato in India servirà sicuramente come spunto per altri viaggiatori che hanno intenzione di fare un periodo di campo lavoro lontano da casa.

Ci sentiamo a marzo per la prossima intervista di #iovolontarionelmondo.
Hai fatto un’esperienza simile?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Francesco Minghini]