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Cosa mi ha insegnato Cuba

Cosa mi ha insegnato Cuba.

Sono rientrata a casa da due giorni. Le emozioni vissute a Cuba mi fanno ancora vibrare le pupille e battere forte il cuore che ho deciso di fare un primo post stile flusso di coscienza buttando nero su bianco i miei pensieri e condividendo con te cosa mi ha insegnato Cuba in queste due settimane di viaggio.
Questa isola e la sua meravigliosa gente mi hanno fatto crescere interiormente. Non è stata una vacanza ma un viaggio zaino in spalla in completo feeling con una terra che desideravo scoprire da anni.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Mi sono completamente disintossicata da Internet e dalle notifiche e ancora adesso mi è difficile riuscire a condividere qualcosa sui social.
Ho cercato di lasciare là tutto quello che per me era superfluo: scarpe, vestiti, quaderni, penne. Ho riempito lo zaino di filosofia e sorrisi cubani.
Noi possiamo avere [quasi] tutto e non ci rendiamo conto di quanto possediamo e dove viviamo. Loro hanno moltissime cose meno di noi e apprezzano ogni singola virgola con dignità e soddisfazione.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Cosa mi ha insegnato Cuba?
Mi ha insegnato che bisogna prendersi meno sul serio, affrontando la vita sempre con un sorriso ed essere felici per ogni minima piccola conquista.
Bisogna essere ottimisti e positivi, avere fiducia nel nostro futuro e credere nei nostri sogni.
Per fare festa non è necessario uscire e spendere €50 ma ci si può ritrovare un sabato sera a bere e ballare in casa con amici, vicini e perché no, con la propria famiglia.
I valori sono importanti e i problemi non vanno affrontati sbattendo la testa al muro. Si chiamano amici, si mette un bel cd o si inizia a suonare, si beve rum e si inizia a ballare. Il giorno dopo si saprà meglio affrontare il problema. La mente rilassata prenderà la giusta direzione.
Ecco cosa mi ha insegnato Cuba.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Bisogna apprezzare ogni singolo weekend passato fuori casa, in viaggio. Nel mondo non tutti possono viaggiare così facilmente e liberamente come noi.
Bisogna guardare il proprio spazzolino da denti con occhi diversi e pensare che qualcuno lavora un intero giorno per guadagnarsene uno.
Bisogna sfruttare Internet per rimanere informati su quello che accade nel mondo [e non solo per curiosare su quello che fanno gli amici] perché non tutti possono avere questa opportunità.
Ecco cosa mi ha insegnato Cuba.
Cosa mi ha insegnato Cuba
La libertà di parola, la possibilità di studiare per trovare o inventarci un lavoro che ci piace, fare un’esperienza all’estero: sembrano azioni banali e scontate ma dobbiamo apprezzarle perché sono uniche.
Invitare un amico a pranzo senza dover per forza organizzare un mese prima e preparargli un pasto squisito con quello che si ha in casa.
Incontrare qualcuno per la strada, chiamarlo amico e chiedergli un’informazione con un sorriso.
Fare dei piccoli semplici gesti che possono rendere qualcun’altro unico.
Passare un pomeriggio ad osservare un manatí che nuota e respira con la testa fuori dall’acqua.
Ammirare i tramonti e lasciarsi conquistare anche dalla luna piena che si incendia e raggiunge il cielo.
Continuare ad odiare, con tutto il cuore, le zanzare.
Invitare qualcuno a cena per conoscerlo meglio e scambiare delle chiacchiere con lui.
Ecco cosa mi ha insegnato Cuba.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Abbronzarsi in quattro mezze giornate di mare è possibile. Non è necessario andare a Cuba per stare dieci giorni spalmati su una spiaggia di Varadero o Cayo Largo.
Avere la patente e possedere una macchina non è così scontato e automatico quando si compie 18 anni.
Esistono amici nel mondo che potrebbero prestarti il cuore senza volere nulla in cambio.
Anche un pomeriggio di pioggia ha il suo fascino se lo prendi dal lato giusto e ti lasci dondolare su una sedia in una veranda di Viñales.
Quattro ore di escursione a cavallo non sono per tutti.
Parlare una lingua diversa dalla nostra è sicuramente utile ma anche se non si sa perfettamente bisogna buttarsi e interagire. Dalla seconda settimana tutto sembrerà più facile.
Ecco cosa mi ha insegnato Cuba.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Lasciarsi trasportare dal ritmo, non vergognarsi e ballare la salsa o il son anche se non si è mai fatto prima.
Capire che se per te una bottiglia di birra finita è semplicemente vetro da riciclare per altri può significare pane.
Hai mai pensato al valore di una semplice penna? A Santiago non è facile trovarne una in vendita [anzi direi impossibile]. La prossima volta la guarderai con occhi diversi.
Magliette, vestiti, scarpe, ne compriamo una quantità inutile. Se fai un viaggio del genere pensa che ci potrebbe essere un amico, che incontri lungo il cammino, che potrebbe dirti Gracias amor de mi vida per la tua roba usata.
A guardare in faccia le persone, a non nascondersi dietro a mille notifiche, a scrivere un diario cartaceo. Quando si è costretti a farlo si ricomincia ad apprezzare tutto questo mondo dimenticato ed è difficile tornare alla realtà.
Ecco cosa mi ha insegnato Cuba.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Se voglio una cosa posso farla. Via le paure, via gli stati d’ansia, un respiro profondo e anche io sono capace di fare un tuffo nel vuoto da sei metri di altezza.
La vita sott’acqua è meravigliosa ed anche un boccaglio può diventare un simpatico compagno di avventure che mi tiene per mano mentre faccio snorkeling.
Un’isola complessa sotto tanti punti di vista. Non si può giudicare se non si consce la storia, la cultura e i suoi eroi e per questo l’incontro con un antropologo diventa necessario in un viaggio come questo.
Cosa mi ha insegnato Cuba
Giocare a domino gustando rum e fumando un sigaro mentre intorno a te scorre una vita datata anni ’50 dove imponenti e colorate Chevrolet si superano in una danza sinuosa lungo le strade de L’Avana.

Ecco cosa mi ha insegnato Cuba e che cosa ho vissuto grazie ad un viaggio di turismo responsabile.