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Cosa vedere a Palermo

Cosa vedere a Palermo.

Per visitare Palermo, per conoscerla a fondo, per riuscire ad entrare in sintonia con il suo spirito, per riuscire a guardare oltre e a leggere fra le righe, una vita non sarebbe sufficiente.
Non ne basterebbero neppure due per comprendere come, da meta ambita da tutte le più grandi corti europee, da emblema della ricchezza e dell’opulenza, si sia potuti arrivare a tanto in nome di un fantomatico “rinnovamento“.
Le trasformazioni che la città ha subito nel corso dei secoli sono state tante, come le dominazioni che si sono susseguite in questo suolo: dalla fondazione fenicio-punica, oltre 3.000 anni fa, ai romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, borboni e chi più ne ha più ne metta.
Trasformazioni che comunque, in gran parte dei casi, hanno sempre visto la città al centro di un progetto europeo che suona oggi quasi come un antesignano dell’attuale corsa allo status di “Città Europea” delle grandi capitali del continente.
Palermo è stata la più grande capitale islamica dopo Costantinopoli, è stata il fiore all’occhiello della campagna espansionistica degli spagnoli, è stata la patria e la madre della lingua italiana nella scuola di Federico II Stupor Mundi, è stata capitale del liberty e centro dell’Europa del ‘900 in seguito agli sforzi della famiglia Florio.
Basti pensare che persino la regina d’Inghilterra aveva timore del confronto con Franca Florio, donna dalla classe immensa, che persino D’Annunzio era solito chiamare “l’Unica“, cui Palermo deve, tra le tante, cose, la costruzione del Teatro Massimo.
Ma seppur è vero che una vita non basta, occorre comunque provare ad assaporare un sorso di Palermo. Facendo però attenzione, perché basta poco per ubriacarsi di essa, e perdere la testa!
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Ecco le 5 tappe che ti consiglio di non perdere in città!
Cattedrale
Cosa vedere a Palermo
La Cattedrale di Palermo rappresenta un po’ il simbolo dell’evoluzione e dei cambi di statuto della città. Nasce infatti come basilica bizantina, con l’avvento degli arabi viene rasa al suolo per dare vita a Gami, la più grande moschea d’Occidente, con una capienza di oltre 9.000 fedeli.
La campagna di cristianizzazione condotta dai normanni portò ad un ulteriore trasformazione, riportando la matrice cristiana appunto, agli albori del XII sec.
Dopo poco più di 200 anni, lo stile (inizialmente era praticamente un cubo) si adeguò ai tempi, con l’introduzione del portico in stile Gotico Chiaromontano, e via via i secoli l’hanno resa quel capolavoro di arte e scrigno di cultura che puoi vedere oggi.
Straordinario e unico al mondo ciò che si può ammirare oggi in cima alla prima colonna di sinistra del portico centrale: una sura del corano, in una cattedrale cristiana, dove puoi ammirare la scritta:
“Egli copre il giorno del velo della notte che avida l’insegue; e il sole e la luna e le stelle creò, soggiogate al Suo comando. Non è a Lui che appartengono la creazione e l’Ordine? Sia benedetto Allah, il Signore del Creato!”

Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina
Cosa vedere a Palermo
Il Palazzo dei Normanni ha sempre rappresentato a Palermo il simbolo del potere: dapprima sede degli emiri arabi, successivamente residenza dei Re normanni, ancora oggi la Sala d’Ercole ospita l’Assemblea della Regione Sicilia. Al di là di questo, le stanze all’interno, gli arredi, le tele, sembrano trasportarti in un mondo senza tempo, poiché non v’è tempo cui possa appartenere tanta bellezza.
La cappella palatina, la chiesa privata di Ruggero II, è un’impressionante scrigno dorato, con soffitto ligneo alla muqarnas e mosaici dorati che raffigurano il Cristo Pantocratore.

Mercati storici
Sono la Vucciria, il Ballarò e il Capo.
Matrice araba per tutti e 3 i mercati, che ancora oggi rappresentano forse l’esempio più lampante e vivace della presenza araba a Palermo.
Un tripudio di colori, profumi, suoni e mercanzie, con un’organizzazione tipica del suq arabo.
Qui è possibile acquistare di tutto a prezzi straordinariamente concorrenziali, ma non è certo il risparmio l’elemento caratterizzante di questi mercati, quanto la loro unicità, la loro capacità di rappresentare un intero mondo all’interno di una città, con esperienze indimenticabili, personaggi quasi da cartone animato e sapori, quelli si, assolutamente vivi e autentici.

Teatro Massimo
Cosa vedere a Palermo
Forse in pochi sanno che prima ancora del San Carlo di Napoli e della Scala di Milano, il primo teatro in Italia è proprio il Massimo di Palermo.
Ancor meno persone sanno che persino in Europa, l’unico italiano sul podio è proprio il Massimo di Palermo.
Terzo in Europa, addirittura primo per ampiezza del palcoscenico, il capolavoro della famiglia Basile è un po’ il simbolo dello splendore che Palermo raggiunse a cavallo tra l’800 e il ‘900. Ingresso monumentale che richiama il pronao di un tempio, la sua mole imponente domina una delle più belle piazze d’Italia e segna il principio di quella zona che ancora oggi è riconosciuta come il “Salotto di Palermo“.

Chiesa della Martorana e San Cataldo
Strutture adiacenti ma non propriamente simili, sono fra le chiese più belle e visitate della città.
La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio prende il nome dalla nobildonna Eloisa Martorana, che regalò il convento alle suore che erano solite lì creare quei fantastici frutti di marzapane che, ancora oggi, prendono proprio il nome di frutta Martorana in onore della fanciulla. Straordinaria costruzione barocca, all’interno i mosaici bizantini ricoprono quasi integralmente la struttura, con l’incoronazione di Ruggero II, la volta celeste ed affreschi del Borremans.
Decisamente differente è San Cataldo, con una struttura quasi minimale, in pieno stile arabo normanno: sulle torri quadrangolari, che rappresentano i 4 elementi della terra, fanno capolino le tipiche cupole rosse, a rappresentare la volta celeste.

4 Canti e Fontana Pretoria
Cosa vedere a Palermo
I 4 Canti di Palermo costituiscono un incrocio barocco che divideva, e divide ancora oggi, la città in 4 mandamenti o quartieri.
In ciascun angolo di questo incrocio ci sono 3 ordini di statue: le 4 stagioni al livello della strada, i 4 imperatori spagnoli al centro, e le 4 sante patrone della città prima dell’avvento di Santa Rosalia.
L’adiacente Fontana Pretoria, meglio nota come “Fontana della Vergogna“, è un capolavoro del manierismo, stile che molto si ispira al classicismo, nudità comprese.
Peccato che, nella stessa piazza, si affacci il convento delle monache di clausura di Santa Caterina, che inorridite dai corpi nudi delle statue, ribattezzarono così la fontana e la piazza.