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Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

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Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa.

Oppressa dal caldo fiorentino di mezza estate ho accolto con grandissimo entusiasmo la proposta di partecipare al blog tour organizzato dall’A.P.T. della Val di Fassa, Fassa Fuori Menù, festival gastronomico che si è svolto dal 3 al 5 agosto nella splendida cornice delle Dolomiti della Val di Fassa.

Aria fresca, una natura che incanta per la varietà dei suoi colori e profumi e le maestose montagne, dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità, che affascinano ed emozionano per gli scenari che incorniciano.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Non conoscevo questa straordinaria valle ed è stato davvero un piacere scoprire non solo la evidente bellezza del suo territorio, ma soprattutto l’autenticità che si respira in questi luoghi e che si esprime anche nell’eccellente cucina locale, che valorizza e reinventa i suoi prodotti tipici, e nella calorosa accoglienza e disponibilità dei suoi abitanti che riescono a comunicare un profondo amore per un territorio che ha tanto da scoprire e in cui nulla è scontato.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Appena arrivati ci siamo sistemati all’Albergo alla Rosa nel centro di Canazei, una struttura grande e accogliente dallo stile tipico ladino che, nonostante le dimensioni, ci ha dato subito il senso di “casa” per la calda atmosfera che si respira al suo interno, soprattutto nella graziosissima camera dalla quale si poteva godere di un paesaggio straordinario.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Il nostro primo “assaggio” del Fassa Fuori Menù è al ristorante Rita Stube di Canazei con l’executive chef Ninel Lung che ci presenta un menù gustoso e raffinato in abbinamento con le ottime bollicine di Trentodoc.

Di prima mattina siamo pronti per un tuffo nella natura a più di 1.500 metri di altezza con una guida molto speciale: Stefano Ghetta, chef stellato de L Chimpl da Tamion che insieme al suo simpatico cane Bolla, mascotte del ristorante, ci accompagna a scoprire le erbe spontanee commestibili, con una interessantissima passeggiata tra i boschi e i prati di Tamion, mostrandoci le peculiarità e le proprietà di questi preziosi e quasi sconosciuti prodotti. Insieme alle ricche e variegate materie prime di altissima qualità, questi piccoli tesori sono parte integrante della cucina dello chef Ghetta che riesce così a coniugare in modo eccelso l’amore per questa terra ricca di cultura e tradizione con una cucina gourmet davvero creativa e suggestiva.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Il piccolo borgo di Tamion nel comune di Vigo di Fassa sembra perduto nel tempo. Le tradizioni montane riprendono vita in una quotidianità fatta di piccole e semplici attività, lontano anni luce dai rumori e dal caos della vita moderna. Un raggruppamento di poche case in cui si alternano legno e pietra, una piccola chiesa, fontanelle da cui sgorga acqua freschissima dal suono allegro, giardini fioriti, orti e un senso di pace e tranquillità all’aprirsi di un panorama che lascia senza parole.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Dalla piazza di Vigo di Fassa prendiamo la funivia che sale dolcemente fino a 2.000 metri, verso la conca del Ciampedie. Davanti a noi si apre un panorama da fiaba con prati verdissimi, boschi e le rocce maestose del Catinaccio-Rosengarten, uno dei gruppi montuosi più belli delle Alpi che al tramonto sembrano tingersi magicamente di rosa.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

La leggenda narra che proprio nel Catinaccio, dove in primavera e in estate si vede della neve bianchissima, come racchiusa in un catino, vivesse Re Laurino, sovrano dei Monti Pallidi, che qui aveva creato il suo giardino delle Rose [Rosengarten, per l’appunto].
Si dice che il re possedesse 2 armi speciali: una cintura che gli dava la forza di 12 uomini e una cappa che lo rendeva invisibile. Un giorno il re dell’Adige decise di dare una festa per il matrimonio della sua bellissima figlia Similde, invitando tutti i nobili del regno tranne re Laurino. Indispettito, il re decise di partecipare ugualmente alla cerimonia, ma sotto l’incantesimo dell’invisibilità.
Appena vide Similde, abbagliato dalla sua bellezza, decise di rapirla per farla diventare sua moglie e la condusse al giardino delle Rose. Cercando di contrastare l’esercito, accorso per salvare la principessa, Laurino indossò la cintura, ma la forza di 12 uomini non bastava per sconfiggere i soldati del re dell’Adige. Così si rese invisibile ma, all’interno del giardino, le rose calpestate lasciavano comunque traccia del passaggio del re che fu sconfitto e catturato.
Sentendosi tradito dalle sue amate rose, re Laurino lanciò quindi una maledizione verso Rosengarten: nessuno sarebbe più riuscito ad ammirare il giardino delle rose né di giorno né di notte. Il re però dimenticò il tramonto… e così da allora accade che al calar del sole, il Catinaccio si tinga di rosa e tornino visibili a tutti le splendide rose di re Laurino.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Dopo esserci lasciati incantare dalla natura e dalle sue leggende arriva il momento del pranzo alla Baita Checco, un ristorante gourmet ad alta quota, dove il giovane chef Matthias Trottner ci delizia con i piatti tipici della sua terra, semplici e perfetti, e con uno speciale gelato caprese di benvenuto.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Arriva finalmente il momento dello show cooking del Fassa Fuori menù. Nella centralissima piazza Marconi di Canazei 10 straordinari chef creano, davanti ai nostri occhi, come fossero preziosi quadri, bellissime composizioni culinarie, regalandoci un viaggio nel gusto e nell’arte della cucina territoriale della Val di Fassa.

Giunto alla sua quarta edizione, il festival gastronomico Fassa Fuori Menù ha visto il gruppo di cuochi esibirsi in piazze, prati e pascoli per consolidare ancora di più il forte legame tra gli chef e questa terra speciale.

Ritroviamo con piacere:
Stefano Ghetta che ci presenta un dolce di ciliegie, latticello, camomilla e arachide,
Ninel Lung,
Paolo Naccari dell’Osteria la Montanara di Canazei,
Nicola Vian de El Filò di Pozza di Fassa,
Alessandro Bellettato dell’Hotel Italia di Canazei, con dei simpatici macarons salati,
Paolo Donei della Malga Panna di Sorte, Moena con una colorata e gustosa zuppa di trifoglio e schiuma di patate,
Martino Rossi del Rifugio Fuciade di Fuciade, Soraga, con un interessantissimo latte speziato con polenta croccante, agrumi, mela e crescione di montagna [del quale abbiamo avuto modo di apprezzare l’ottima cucina con un pranzo completo],
Francesco Agostini de El Paél di Canazei con un canederlo dolce ai mirtilli,
Moreno Valentini del Ristorante de Tofi, Hotel Astoria,
Alessandro Iori del El Cianton, ristorante dell’hotel che ci ospita e che abbiamo il piacere di conoscere con il suo splendido porcino al timo e pesche.

Il tutto abbinato alle bollicine di montagna di Trentodoc sulle Dolomiti, altro festival gastronomico che ci ha fatto scoprire ed apprezzare un’altra eccellenza di questo territorio.

Prossimo appuntamento da non perdere con lo show cooking del Fassa Fuori Menù: 1° settembre a Moena.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Per la sera ci rilassiamo al QC Terme in località Antico Bagno di Pozza di Fassa.
Una bellissima struttura in 3 piani perfettamente inserita nel paesaggio del quale riesce a risaltare il fascino con il massimo rispetto per l’ambiente che la circonda. Dalle vasche esterne si può godere del magnifico panorama di montagna in totale armonia con la natura. L’acqua termale proviene dalla sorgente di Alloch, l’unica sorgente solforosa del Trentino, di cui fin dall’antichità si conoscono le proprietà terapeutiche.

Tantissime le pratiche termali da provare: saune, biosaune, bagni di vapore con buonissime essenze che si sprigionano nell’aria e ancora stanze del sale, bagni giapponesi, percorsi kneipp, cascate d’acqua… c’è tutto quello che serve per un benessere completo, fisico e mentale. E infine un’ampia zona relax in cui distendersi e godere di una buona tisana rigenerante, lasciandosi dondolare dolcemente con le comode sedute appese al soffitto o sdraiandosi nei materassi ad acqua [i miei preferiti!], tra profumi leggeri, video rilassanti proiettati sul soffitto e una musica dolce e soffusa.

Quello che ci vuole dopo una giornata di passeggiate e intense emozioni… Il cellulare e la macchina fotografica però rimangono nell’armadietto perché il relax è una cosa seria!

L’ultima giornata del nostro tour per il Fassa Fuori Menù ci porta in visita al Caseificio Sociale Val di Fassa per conoscere due prodotti che non possono mancare nella cucina ladina: il Puzzone di Moena e lo Cher de Fascia [Cuor di Fassa], un formaggio a crosta lavata dal sapore intenso e dal gusto deciso prodotto esclusivamente con latte crudo di montagna.

Fondato più di quarant’anni fa il Caseificio raggruppa circa quaranta allevatori del territorio fassano. La produzione artigianale dei suoi formaggi, insieme a un rigoroso rispetto della tradizione, garantiscono prodotti di altissima qualità e di grande pregio.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

Per l’ultima tappa di questo viaggio saliamo al Passo San Pellegrino per una passeggiata di circa 40 minuti verso Fuciade. Il trekking è un’attività che non può mancare nelle vacanze in montagna e ancora di più vale la pena farlo quando si possono ammirare paesaggi come questo che a ogni sguardo ti allargano il cuore.

C’è qualcosa di terapeutico nelle escursioni di montagna: man mano che si procede nel cammino, invece di sentirsi appesantiti dalla stanchezza ci si sente sempre più leggeri, come se l’alta quota o la distanza permettessero di lasciare lontano da noi i problemi o le preoccupazioni quotidiane. Di fronte all’imponenza di queste montagne e immersi in una natura così viva e profumata si ha l’impressione che lo spirito ritrovi il proprio equilibrio e la propria armonia nel mondo.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa

La Val di Fassa è un luogo speciale perché è un luogo autentico, un luogo di storia, tradizioni e leggende. È un luogo in cui tutti gli aspetti caratteristici si sposano in modo perfetto, la cucina, le passeggiate, i panorami, la preziosa acqua termale. C’è tutto quello che serve per stare bene e per sentirsi bene.

Mentre scendiamo, andando verso il treno che mi riporterà a Firenze, ripenso a una frase che ho letto il giorno prima a Ciampedie: Il sentiero non è mai troppo lungo se al tuo fianco hai un amico.

Forse il momento che più mi è rimasto nel cuore di questa esperienza è proprio questa ultima passeggiata, una sintesi perfetta della convivialità e dell’accoglienza di questo territorio, dove tra compagni di viaggio e viaggiatori incontrati per caso, abbiamo condiviso stupori, sorrisi, risate e la gioia di stare in compagnia, pura e semplice.

Un ritorno all’essenza, che è proprio ciò che mi lasciano queste montagne.

Fassa Fuori Menù: viaggio in Val di Fassa