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Porto Empedocle

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Porto Empedocle.

Sono passati ormai due mesi da quando sono tornato dal Blog Tour organizzato da Slow Tourism a Agrigento.

Io ero partito come blogger di Viaggio AnimaMente e se ti sei perso il racconto della prima parte del mio viaggio con il mitico Signor Tragna e la sua azienda di Apicoltura, ti potrai rifare qui.

L’altro giorno stavo camminando per strada e casualmente mi imbatto in una pasticceria siciliana, sento che le papille gustative iniziano a fremere e la mente fa il resto.

Il tuffo indietro a quel weekend di fine Maggio è stato inevitabile.

Un cannolo caldo e appena sfornato con la ricotta che si scioglie in bocca e così, in pochi istanti, mi ritrovo a pensare al luogo di tanta bontà: Porto Empedocle.

È qui, infatti, che ho avuto modo di assaggiare, e sottolineo in un solo giorno, le tipicità della cucina siciliana.

Cannoli, granita con la panna, spaghetti al nero di seppia, arancini, Valle Belice (un vino tipico della zona) e oltre.

Potrai facilmente capire perché questa, è stata una giornata difficile da dimenticare.

Porto Empedocle si trova a pochissimi chilometri da Agrigento e se passi da queste parti per visitare la ben più nota Valle dei Templi, ti consiglio decisamente una deviazione al tuo itinerario.

In questa città è “nato” anche uno dei personaggi più famosi della televisione italiana, Salvo Montalbano.
Camminando per le sue strade incontrerai una statua del famoso personaggio creato dallo scrittore italiano Andrea Camilleri.

Vicino a Porto Empedocle si trova uno dei luoghi più magici e speciali di tutta la Sicilia: la Scala dei Turchi.

Quando vedrai il bianco della roccia che si erge dall’azzurro del mare creando un contrasto da brividi, bè allora capirai di essere arrivato nel posto giusto.

Per raggiungerla potrai scegliere la via più breve e ripida lungo la roccia oppure una passeggiata più rilassante lungo la spiaggia. Ti consiglio di non scordarti la crema protettiva.

Durante le incursioni di pirateria, le barche arabe e saracene trovavano riparo proprio in queste acque più calme e meno ventose, da qui il nome Scala dei Turchi.

«Giusto è che questa terra, di tante bellezze superba, alle genti si addìti e molto si ammiri, opulenta d’invidiati beni e ricca di nobili spiriti».
(Lucrezio, De rerum natura, I secolo a.C.)