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Sicilia e Etna

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Sicilia e Etna.

Della Sicilia si è detto e scritto tanto. Culla della civiltà occidentale, ricca di storia e di memoria, terra di filosofi e scienziati, di semplicità e contraddizioni, di ferite e di rinascita, di lotte e di speranza. La Sicilia è anche terra di passione. Sotto la sua terra baciata dal sole, silenziosa, profumata, quasi distaccata dal resto del mondo, affiora un grande amore, un forte senso di appartenenza che lega profondamente i suoi abitanti. Mi piace pensare che sia “Idda”, “A’ Muntagna”, il Grande Etna che sovrasta l’isola, a far scorrere questa passione, dalle vene della terra a quelle dell’uomo.
Sicilia e Etna
Questa seconda parte del mio #etnakalatour, nel distretto Etneo, organizzato dalla SOAT di Catania è tutta incentrata su questa grande montagna che per 3 giorni è stata nei miei occhi e nei miei pensieri.
L’avvicinamento al vulcano più alto d’Europa, con i suoi 3.350 metri avviene andando prima a conoscere le sue origini.

Aci Castello e Acitrezza
I faraglioni di Acitrezza, dominano il mare al primo sguardo. Il mito racconta che Polifemo, quando si accorse della fuga dei Greci dalla sua grotta, reso ormai cieco dall’inganno di Ulisse, cominciò a lanciare rocce in mare da un promontorio nel tentativo di affondarne la nave. E fu così che gli 8 faraglioni vennero sparpagliati nella riviera dei Ciclopi regalandoci questo spettacolo.

Ma anche la storia vera ha qualcosa di poetico. Infatti è proprio da questi faraglioni che nasce il nostro vulcano, in quello che un tempo era il golfo pre-etneo. I movimenti tettonici dell’era Quaternaria portarono all’inizio dell’attività vulcanica sottomarina e poi l’innalzamento della terra fece emergere queste isole e isolotti basaltici. Se guardi attentamente queste rocce, ad esempio quella su cui sorge il castello di Aci Castello, potrai facilmente riconoscere le colate di lava a forma rotondeggiante radiale. Ora, pensa che questa è una testimonianza di quello che era la Terra 700 mila anni fa e, se non ti viene il mal di testa, pensa a che razza di fenomeno naturale hai sotto ai piedi… e siamo solo all’inizio!
Sicilia e Etna
Lasciando per un attimo da parte la geologia, mi sono finalmente goduta il primo incontro con il mare e per apprezzarlo al meglio siamo saliti al Castello. I castelli che si affacciano sul mare per me sono sempre una grande emozione, tra lo stupore, la meraviglia, il senso di leggerezza… quella sensazione di respirare l’odore del mare portato così in alto dal vento. In quest’atmosfera tra il sogno e la fiaba, una guida ci ha brevemente intrattenuto con simpatiche storie e leggende in dialetto, ma una frase più di tutte mi ha colpito, pronunciata mentre ci indicava un pozzo: un desiderio è un cammino, anche se non si realizza.
Sicilia e Etna

Acireale
Salutati i pittoreschi paesi dei Malavoglia e del commissario Montalbano, andiamo a scoprire Acireale. Il mito vuole che il paese prenda il nome da Aci, un pastore di cui si innamorò Galatea, la ninfa del mare. Polifemo, geloso di questo amore, schiacciò il rivale sotto a un sasso e dal suo sangue nacque un fiume chiamato Akis, oggi scomparso sotto terra.

Il barocco domina tutto il paese che sembra adornato per una grande festa. Mi piace ammirare i piccoli particolari delle chiese e dei palazzi del centro storico. Le linee sinuose dei balconi, le spirali e le curve di scalinate e finestre… sembra di essere in un grande teatro. Un’eccentricità che desta stupore e che dà l’impressione che tutto sia sempre in continuo movimento.
Sicilia e Etna
Per entrare un po’ meglio nella cultura e nell’essenza di questo paese e di questo distretto ci sono 2 tappe che secondo me non puoi perdere: la Pinacoteca e la Biblioteca Zelantea, nel palazzo comunale. Il mio amore per i libri è esploso quando ho sentito l’odore dei libri antichi, delle pagine consumate e inumidite… un vero e proprio tesoro! Tantissimi i testi pregiati risalenti al Cinquecento e poi un capolavoro: l’Acis Hortus Regius, conosciuto come l’Erbario di Giuseppe Riggio.
Sicilia e Etna
Giuseppe Riggio era un farmacista di Acireale, vissuto tra il 700 e l’800 con la passione per la botanica. Per celebrare l’amore per il suo orto botanico decise di immortalarlo in 4 volumi unici e preziosi. Il lavoro di scrittura e campionatura durò 9 anni. Per abbellire l’erbario si avvalse dell’aiuto di Emanuele Grasso, un decoratore acese che dipinse ad acquarello, in carta filigranata, 753 tavole botaniche, numerate a penna. Toccare questo libro è stata un’emozione! Le pagine racchiudono una cura e un amore non solo per la materia, ma per il libro stesso che diventa un oggetto quasi magico. Sarebbe bello provare questa emozione anche oggi, quando davanti al mio computer impagino i miei ebook!
Sicilia e Etna
Siamo sulla Timpa, un terrazzo di origine lavica a strapiombo sul mar Ionio. Qui si estende la Riserva Naturale con molti percorsi e con diversi gradi di difficoltà. Io e i miei compagni, un po’ accaldati dal sole che quel giorno batteva forte, abbiamo percorso la passeggiata delle Chiazzette, una suggestiva stradina spagnola. Non riuscirò mai a descriverti i profumi che sprigiona questa area verde puntellata di tantissimi colori!

L’ombra delle piante mediterranee dà un senso di benessere e di pace e tra i rami si vede il mare e la scogliera scura di origine vulcanica. Anche qui si sente la presenza dell’Etna! Poi ci sono i Limoni Verdelli dal profumo dolce e pungente dell’Azienda limonicola dell’Associazione Limoni dell’Etna che ti accompagnano durante il tuo percorso, fino al piccolo borgo marinaro di Santa Maria La Scala e alle spiaggette di ciottoli del Mulino dove cascatelle di acqua purissima e vene di acqua dolce si mescolano al mare… e qui resistere alla tentazione di gettarmi in acqua è stata molto dura!
Sicilia e Etna

Ci avviciniamo all’Etna
Arriviamo alle pendici dell’Etna e qui i paesini che circondano la Montagna, immersi nel Parco dell’Etna e nel Parco fluviale dell’Alcantara, sono incantevoli. In particolare ti consiglio di visitare Castiglione di Sicilia, classificato come uno dei borghi più belli d’Italia. In effetti questi borghi sorgono come tanti piccoli fiori all’interno del Parco. Sembrano essersi fermati nel tempo e danno l’impressione di essere lontano da tutte le cose inutili di cui le nostre vite sono piene. Qui c’è una natura potente e meravigliosa che li circonda e sembra che il resto non conti, come se si potesse vivere di sola bellezza.
Sicilia e Etna
Il bacino fluviale del fiume Alcantara si trova nel versante nord dell’Etna. L’aria della Montagna si fa sentire e si inizia a percepire la sua potenza nei verdi brillanti e nella forza dell’acqua freddissima che scorre impetuosa formando cascate dal rumore assordante.
Tutto è stato creato da Idda: l’acqua infatti ha modellato le colate laviche creando le Gole dell’Alcantara, profonde e a strapiombo, circondate da imponenti strutture laviche colonnari. Un museo costruito dalla natura.
Sicilia e Etna
In mezzo a questo territorio dove ci si dimentica quasi della presenza dell’uomo sorge la Cuba di Santa Domenica, la più importante cappella bizantina presente in Sicilia, oggi monumento nazionale. Rigidamente geometrica, con le sue forme cubiche e costruita con blocchi lavici, sembra appartenere anche lei al Parco, quasi come se fosse nata lì per caso o fosse stata trasportata da una colata lavica. Forse perché sembra essere stata dimenticata, ma devo ammettere che questo suo aspetto “selvaggio” le conferisce un fascino tutto particolare.
Sicilia e Etna

Sull’Etna
Finalmente arriva il momento di conoscere da vicino A’ Muntagna e c’è una sorta di timore reverenziale mentre l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Catania ci accompagna con le sue jeep verso le quote sommitali. Qui l’uomo è un ospite, è lei che ti consente di avvicinarti, è lei che domina tutto, è lei che ha la forza di creare e di distruggere. Lungo la strada che ci porta in alto, il paesaggio è lunare: il bianco della neve, il nero delle rocce e il blu del cielo. Da ogni parte puoi vedere le colate laviche che hanno travolto case e campi e il panorama è sublime. Cominci a sentire una strana energia, come se il calore della terra fusa ti si trasferisse piano piano nelle vene, e senti il desiderio di salire sempre più in alto.
Sicilia e Etna
Mi viene in mente un passaggio molto divertente del libro di Amélie Nothomb Né di Adamo né di Eva, in cui la scrittrice si trova per la prima volta a tu per tu con il monte Fuji: «Avevo raggiunto l’altezza in cui muto specie […] Oltre i millecinquecento metri scompaio. Il mio corpo si trasforma in pura energia. […] Una forza sovraumana si impadronisce di me e ascendo in linea retta verso il sole».

Abbiamo ammirato la Valle del Bove, una terra desertica ricoperta da colate laviche con una superficie di 37 km². Sembra addirittura che la sua genesi sia collegata al mito di Atlantide e della sua scomparsa. In effetti credo che gli antichi con i loro miti abbiano trovato il modo migliore per spiegare questa terra. C’è qualcosa di magico in questa superficie e in quello che scorre sotto di essa, che non può essere spiegato dalla geologia ma solo dalla poesia.
Sicilia e Etna
Poggiati i piedi sull’Etna, senti il terreno friabile, il vento, la sensazione di libertà e di potenza della montagna… mancava solo di vedere qualche piccola eruzione!

Alcuni consigli pratici
Per le escursioni sull’Etna ci sono tantissimi servizi a cui ti puoi affidare. Puoi fare trekking lungo sentieri, escursioni speleologiche o arrivare più comodamente con la funivia. È importante che tu valuti bene il tuo livello di preparazione fisica e il tuo equipaggiamento. Non è una scampagnata è un’esperienza e va vissuta in piena tranquillità per apprezzarla in modo assoluto!
Sicilia e Etna

Tirando le somme
Quando siamo tornati al Rifugio Sapienza dove ci attendeva il nostro pullman l’autista mi ha chiesto se mi fosse piaciuta l’escursione e gli ho raccontato di quanto fossi estasiata e piena di adrenalina, tanto che sarei salita ancora cento volte. «La cosa bella dell’Etna – mi ha detto – è che tutte le volte che sali cambia: cambia il paesaggio, cambia il tempo, è sempre un’esperienza unica».

Questo mi ha fatto riflettere e tirare un po’ le somme di questo mio viaggio.
Ho capito che l’uomo è solo un effetto collaterale della Natura. Si può pensare che siamo al centro del mondo, che i nostri problemi siano l’unica cosa che conta, ma non siamo così importanti, possiamo far parte della bellezza della Natura, ma non potremo mai sostituirci alla sua forza.

Tutto è sempre in costante cambiamento. Come diceva Eraclito, non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, e questo vale per l’Etna ma è anche una metafora delle nostre vite. Quello che conta è il momento, questo momento. A volte siamo così presi dai nostri progetti per il futuro che ci dimentichiamo che la nostra vita è solo il presente e che il futuro non esiste se non nei nostri pensieri. In Sicilia questo si percepisce ed è il motivo per cui tutte le persone che ho incontrato in questo viaggio mi hanno trasmesso una grande passione e amore per la loro terra, che cambia, sì, e di cui a ogni cambiamento, sono sempre più innamorati.

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