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Sudafrica, volontariato con Workaway

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Sudafrica, volontariato con Workaway.

Parlava di surf e raccontava la sua esperienza in Costa Rica. Sono bastati due articoli per farmi innamorare delle sue parole. Così ho conosciuto Alice via Facebook e le ho proposto di raccontare ai lettori di Viaggio AnimaMente la sua esperienza di volontariato con Workaway.

Chi sei?
Sono Alice Buhagiar, ho 20 anni e sono innamorata dei viaggi.

Sudafrica, volontariato con Workaway

Studio all’Università di Padova, ma il mio vero orgoglio sono i giri che sono riuscita a fare nella mia vita: ho messo piede in una trentina di Paesi in modo più o meno approfondito. Mi piace scrivere e sono una delle autrici di Mangia Vivi Viaggia.

Sudafrica, volontariato con Workaway

Parliamo della tua esperienza di volontariato. Destinazione?
Sudafrica per 6 mesi. Con lo zaino in spalla e un po’ di fortuna sono riuscita a esplorarlo quasi tutto!

Sudafrica, volontariato con Workaway

Sei partita con un’associazione?
In realtà non sono partita con nessuna organizzazione. Mi piacciono i viaggi un po’ improvvisati che organizzo da sola, quelli dove il tempo lo scandisco io. Ho deciso di prendere parte ai programmi di Workaway, dove fai delle attività di volontariato in cambio di vitto e alloggio.

Sudafrica, volontariato con Workaway

E’ un modo molto umano di viaggiare, perché prendi contatto tu con le persone che più ti ispirano fiducia (invece che con organizzazioni un po’ asettiche) e riesci a entrare nella cultura locale, a capire i loro problemi e a festeggiare come uno di loro quando succede qualcosa di bello. E io, per quei 6 mesi, volevo essere una sudafricana in tutto e per tutto!

Quali attività hai svolto durante il tuo Workaway?
Ho fatto molte attività diverse, e scegliendo il mio volontariato in loco, sono riuscita a fare delle esperienze che, se mi fossi organizzata dall’Italia, non sarei riuscita a fare. Ho passato quasi 3 mesi in un ostello nell’Addo Elephant National Park, aiutando coi turisti ma soprattutto aiutando coi safari.

Sudafrica, volontariato con Workaway

Uscivo nel parco almeno 3 volte a settimana, anche di notte o all’alba per vedere gli animali e ho partecipato coi rangers a delle azioni di antibracconaggio (ovviamente non quelle pericolose!).

Poi mi sono spostata sulla costa, a Jeffrey’s Bay, in un altro ostello, stavolta di surfisti perché JBay è una delle capitali mondiali di questo sport. Ovviamente ero sulle onde tutti i giorni.

Sudafrica, volontariato con Workaway

Molto spesso, con i volontari di una cooperativa locale, noi ragazzi prendevamo i bambini molto poveri e li portavamo a fare surf con noi. Per convincerli a studiare facevamo dei patti: per ogni onda, un’ora in classe.

Infine l’ultimo mese l’ho passato in giro in una road trip fenomenale con un fotografo e scrittore sudafricano, a cui facevo da assistente per la promozione del suo libro (Winter, chasing African snow). Abbiamo attraversato i grandi deserti, la catena montuosa dei Drakensberg, il Lesotho, abbiamo accampato sotto le stelle e rincorso gli struzzi per fargli fare le uova (un classico in Sudafrica).

Sudafrica, volontariato con Workaway

Quanto hai speso per questo viaggio?
La vera spesa sono stati i voli e l’estensione del visto per poter rimanere in Sudafrica. Per la vita di tutti i giorni, posso dire di aver speso molto poco e barattavo cibo e alloggio per lezioni di lingua o lavoretti di volontariato. Dormire in ostello costa 7-8 euro a notte e, evitando i ristoranti, con 5-6 euro a pasto te la cavi. Hanno anche un caffè meraviglioso e dei cappuccini più buoni di quelli di molti bar italiani! I viaggi, anche quelli di lunga tratta, costano poco ed è molto facile fare autostop sulla costa (facendo attenzione ovviamente).

Sudafrica, volontariato con Workaway

Cosa bisogna fare per prepararsi a un viaggio come questo?
Penso che la gran parte del lavoro non sia pratico o organizzativo. La vera sfida prima del Sudafrica è cercare di capirlo e accettarlo così com’è, senza averne paura. La cosa importante è partire ben consapevoli delle problematiche del paese. Credo che l’errore più grande sia credere che ancora regnino le leggi dell’apartheid. Non è così. Basta avere un po’ d’iniziativa e coraggio, ma soprattutto una mente flessibile per adattarsi agli imprevisti. E’ un mondo completamente diverso e a volte può essere difficile confrontarsi con abitudini così strane rispetto alle nostre. Però è un viaggio che vale assolutamente la pena fare, io sono tornata col cuore felice. Mi sono completamente innamorata del Sudafrica e dei suoi colori!

Sudafrica, volontariato con Workaway

Sei poi ripartita per un’esperienza simile?
Si, sempre sfruttando le occasioni di Workaway ho girato anche la Scandinavia e il Brasile e sono sicura che i miei viaggi continueranno. Se fosse per me, partirei ogni giorno!

Grazie Alice, sapevo che il tuo racconto sarebbe stato un fantastico esempio per tutti!

A te, è piaciuta l’esperienza di Alice?
Conoscevi già il programma Workaway? Ne avevo parlato anche qui.

Ci sentiamo il prossimo mese con un nuovo articolo #iovolontarionelmondo! Stay tuned 🙂

Hai fatto un’esperienza simile a quella di Alice?
Contattami e ti intervisterò nei prossimi mesi!

[Photo credits: Alice Buhagiar]